L’agricoltura biodinamica, spesso viene confusa con l’agricoltura biologica, per alcuni accorgimenti simili: come l’assenza di veleni e prodotti chimici nella coltivazione. Tuttavia, la biodinamica di discosta profondamente, perché segue i cicli cosmici e lunari in tutti i processi: concimazione, allevamento, coltivazione, raccolta.
La storia della biodinamica
La nascita di questo approccio risale al 1924, quando il teosofo tedesco Rudolf Steiner, tenne un corso di sei lezioni dal titolo “Impulsi scientifico – spirituali per il progresso dell’agricoltura”.
La spinta arrivò da alcune aziende agricole che, avendo riscontrato una perdita di qualità nei loro raccolti, chiesero a Steiner un corso per un nuovo metodo agricolo. Si tenne a Koberwitz, alla presenza di 320 persone, e fu sperimentata poi in ogni azienda dei partecipanti. Da quel momento si diffuse nell’Europa del nord.
Nel 1928, quando Steiner era ormai morto, alcuni suoi seguaci, l’agronomo Erhard Bartsch e il chimico Franz Dreidax,fondarono l’associazione Demeter, che da allora in poi si occupò di sostenere, sponsorizzare e approfondire l’agricoltura biodinamica.
Nel 1946 arrivò anche in Italia questo approccio metodologico e fu fondata l’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica. Giulia Maria Crespi, imprenditrice esperta di agraria, ideatrice del FAI, fondò le Cascine Orsine di Bereguardo, la prima scuola di agricoltura biodinamica d’Italia, ispirata al principio steineriano di “unità biologica dove vivono in equilibrio terra, vegetazione, animali e uomini.
La coltivazione biodinamica
Per la filosofia dell’agricoltura biodinamica la coltivazione influenza la qualità dei prodotti ottenuti. Pertanto la fertilità dei suoli dev’essere ottenuta con sistemi naturali, come i concimi che producono gli animali con i loro escrementi. Il suolo così aumenta la sua biomassa microbica senza far uso di fertilizzanti chimici.
Vengono utilizzati anche preparati speciali, ricavati da letame compostato, polvere di quarzo e piante medicinali. I più conosciuti sono
- “Preparato 500, cornoletame”, composto dal letame di vacca, e
- “Preparato 502” a base di fiori di achillea e vescica di cervo.
Giovanni Tronchetti, esperto di botanica, ha dichiarato: “L’agricoltura biodinamica si adatta anche all’orto domestico. Per l’irrigazione vengono adoperati spruzzatori nebulizzatori per irrorare le piante con i composti o stesi tubi per l’irrigazione con fori a distanza regolare. Nella serra presente su molti terrazzi, laddove il clima sia troppo freddo nella notte, si utilizzano stufe per proteggere le giovani piante.
L’universo è il maggiore alleato. Per avere riferimenti precisi del calendario lunare, si utilizza “Il calendario delle semine” di Thun, una ricercatrice tedesca che ha studiato i nessi fra produttività del terreno e condizioni astronomiche.
L’espansione della biodinamica
L’Associazione per l’agricoltura biodinamica Carlo Triarico, che ha tenuto il suo ultimo convegno annuale nel 2020, ha rilevato che in dieci anni le aziende italiane che utilizzano questo approccio metodologico si sono raddoppiate, complice anche una maggiore attenzione da parte della società alla sostenibilità ambientale.
Stefania Saccardi, vicepresidente della Regione Toscana, intervenuta al Convegno, ha dichiarato: “Sono convinta che l’agricoltura biologica e biodinamica possano svolgere un ruolo strategico e di indirizzo dello sviluppo sostenibile delle aree rurali, per un consumo attento e consapevoli.
