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I 12 alimenti più contaminati da pesticidi da comprare solo bio

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La domanda sugli alimenti più contaminati

Vi siete mai chiesti quali siano gli alimenti più contaminati da pesticidi? Mi riferisco a frutta e verdura che dovrebbe essere portata sulla tavole ogni giorno. Partiamo da alcuni presupposti e poi esaminiamo i risultati di un recente studio.

Mi sento spesso dire che mangiare bio, ovvero alimentarsi con cibi provenienti da coltivazioni di agricoltura biologica e rispettose dell’ambiente, è troppo costoso, che non tutti possono permetterselo, che poi alla in fin dei conti cambia poco tra bio e non bio.

Fermo restando che non è cosi, che nonostante i problemi di inquinamento ambientale che non possiamo non considerare, l’agricoltura biologica è basata su principi assolutamente diversi da quelli delle coltivazioni intensive.

Ci sono alcuni alimenti che risentono maggiormente della differenza tra bio e non, ed altri per i quali la differenza tra le due modalità di coltivazioni ha meno importanza ai fini delle conseguenze sulla nostra salute.

I prodotti da agricoltura biologica sono senza pesticidi

Se i prodotti biologici costano di più, di motivi ce ne sono e sono facilmente dimostrabili, ma non li approfondiremo in questa sede. Quello che voglio trasferirvi in questo articolo è una indicazione di quali sono i vegetali che assorbono e trattengono, più di altri, i pesticidi e gli inquinanti.

E poi quali sono gli alimenti che possiamo permetterci, con maggior leggerezza, di comprare anche se non sono certificati biologici. Nel mezzo c’è tutto un mondo nel quale ci possiamo muovere facendo scelte di buon senso.

Ciò che consiglio sempre di tener presente, è che una piccola, infinitesima quantità di sostanza tossica, nei limiti di legge, probabilmente non farà male a nessuno se assunta una volta, ma se sommiamo le minime quantità di sostanze inquinanti a cui ci esponiamo ogni giorno più volte al giorno, con l’alimentazione, con cosmetici, profumi, con ogni tipo di detergente per il corpo o per la casa, e con l’inquinamento atmosferico, nel tempo, quasi certamente avremo qualche conseguenza sulla nostra salute.

C’è un crescente consenso fra gli studiosi riguardo ai danni permanenti alla nostra salute, specialmente durante lo sviluppo fetale e nell’infanzia, ma anche nelle altre età della vita, causati dai pesticidi e da altri componenti chimici.

Gli studi in questo campo effettuati negli ultimi anni hanno spinto molti scienziati a consigliare di ridurre al minimo il nostro consumo di questi veleni.

Ad esempio, la ricerca di cui vi scrivo è stata fatta negli Stati Uniti, in ogni caso ritengo che possa essere un buon riferimento anche per noi.

Come sempre, suggerisco sempre a tutti di informarsi in autonomia, per essere consapevoli delle proprie scelte e delle loro conseguenze sul nostro benessere e su quello dell’ambiente.

Infine, la regola sempre valida è quella di usare il “buon senso”.

Quella sporca dozzina: gli alimenti più contaminati da pesticidi…

….da consumare solo se bio

La sporca dozzina (dirty dozen) è il nome attribuito ai dodici alimenti da comprare assolutamente bio o, in caso contrario, da non consumare del tutto. Facciamo riferimento ad uno studio americano effettuato per il quinto anno consecutivo da EWG, Environmental Working Group statunitense, che ha stilato la classifica dei 12 prodotti più contaminati da pesticidi, dopo averne analizzato diversi campioni acquistati nei negozi e nei supermercati.

La classifica vede al primo posto le mele, seguite da pesche, nettarine, fragole, uva, sedano, spinaci, peperoni, cetrioli, piselli dolci, pomodori ciliegini, patate.

Ognuno degli alimenti di questa lista è risultato positivo a diversi residui di pesticidi e ha mostrato alte concentrazioni di pesticidi rispetto agli altri alimenti testati. Tra i principali risultati sul sito EWG vengono evidenziati i seguenti: il 99 per cento dei campioni di mele, il 98 per cento di pesche, e il 97 per cento di nettarine sono risultati positivi per almeno un residuo di pesticidi.

Le patate hanno in media più pesticidi, in peso, rispetto a qualsiasi altro prodotto.

Un campione di uva singolo e un campione di peperone dolce contenevano 15 pesticidi. Alcuni singoli campioni di pomodorini, nettarine, pesche, piselli dolci importati e fragole hanno mostrato 13 pesticidi diversi a testa.

I migliori alimenti senza pesticidi (o quasi), la “clean dozen”

E’ stata anche redatta una classifica dei 15 vegetali più sicuri e più poveri di pesticidi, indipendentemente dal tipo di coltivazione. In questa interessante classifica troviamo in prima posizione l‘avocado, seguito da mais, ananas, cavolo, piselli surgelati, cipolla, asparagi, mango, papaya, kiwi, melanzana, pompelmo, melone, cavolfiore, patata dolce.

Se ci fate caso in questa lista molti alimenti hanno una buccia spessa che protegge la polpa da agenti e sostanze esterne.

Con i succhi estratti evitiamo i pesticidi

Norman Walker (1886-1985) pioniere del crudismo, studioso dei benefici dei succhi vegetali sulla nostra salute, autore di numerosi testi dedicati all’alimentazione salutistica, nel suo libro Succhi freschi di frutta e verdura, espone una interessante teoria.

I pesticidi e gli inquinanti si insediano nelle fibre dei vegetali, i quali crescono e si irrobustiscono (nonostante gli inquinanti, i pesticidi, i fertilizzanti ed i terreni sterili…) grazie alla presenza degli enzimi, degli atomi, e delle molecole che contengono i nutrienti di cui abbiamo bisogno.

Dunque, spremendo la polpa di frutta e verdura ed estraendone il succo con apposite attrezzature (gli estrattori di succo) gli enzimi, gli atomi e le molecole dei frutti vengono estratti dalle fibre e separati dalle tossine di cui sono sature.

Questo è il motivo per cui con i succhi estratti si può aggirare il problema dell’inquinamento che infesta il cibo. Frullando frutta e verdura invece non si otterrà alcun vantaggio da questo punto di vista, in quanto la polpa viene semplicemente sminuzzata, ma rimane, insieme agli inquinanti.

Viva il biologico

Resta da aggiungere a favore della decisione di scegliere frutta e verdura coltivate con metodi naturali, biologici, biodinamici. Esiste un altro problema nutrizionale: nelle coltivazioni intensive il suolo viene molto sfruttato e impoverito: la mancanza di nutrienti del suolo su cui vengono coltivati i vegetali che mangiamo, si traduce inevitabilmente in carenza di nutrienti del cibo. Ecco perché, dal punto di vista nutrizionale, un vegetale proveniente da coltivazioni rispettose dell’ambiente è più ricco.

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