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Angelica: l’erba degli angeli

angelica, pianta officinale

Le origini dell’ Angelica

L’angelica cresce spontaneamente nei territori dell’Europa nord-orientale, in Italia è piuttosto rara. Il suo habitat naturale sono le valli di montagna fino a quote anche molto alte e vive bene vicino ai ruscelli e ai luoghi umidi. E’ un’ombrellifera di grosse dimensioni con un’altezza anche di 1,5 m, con un fusto glabro, ramificato e robusto. Le foglie sono larghe, dentate, verdi e più chiare nella parte inferiore. I fiori sono bianchi o giallo-verdastri disposti in ombrelle rade alla sommità della pianta.

La storia

Nell’antichità veniva apprezzata per i suoi notevoli effetti sul corpo. Dioscoride nel I sec. a.C. la consigliava per liberare i polmoni da grumi di catarro. Le venne dato questo nome particolare perché veniva considerata l’erba degli angeli. La leggenda narra che l’Arcangelo Raffaele l’abbia portata sulla terra in modo che gli uomini potessero apprezzarne le sue qualità e che si rivelò miracolosa per sconfiggere alcuni episodi di peste. Veniva impiegata per purificare il sangue e per curare le malattie infettive. Da sempre conosce un grande impiego nel settore dolciario e costituisce uno degli ingredienti più importanti dei liquori.

Proprietà dell’angelica

Ha proprietà spasmolitiche, emmenagoghe, digestive e può essere utilizzata in caso di iperacidità gastrica, flatulenza, meteorismo e in caso di debolezza dovuta a convalescenza. E’ anche tonica, antinfiammatoria ed espettorante e, per queste motivazioni, viene usata per lenire mal di testa e dolori mestruali. Sull’intestino ha effetto carminativo e, se assunta prima dei pasti, stimola l’appetito. In caso di raffreddamento favorisce l’espulsione del catarro, andando a scaldare il corpo.

Come si può utilizzare l’angelica?

Per assumere l’angelica si può preparare un infuso utilizzando 1 cucchiaio raso di angelica radice in una tazza d’acqua. Si versa la radice nell’acqua bollente, si fa bollire per qualche minuto, si spegne il fuoco e, una volta coperta la pentola, si lascia in infusione per altri 10 minuti. Si filtra l’infuso e si beve dopo i pasti se si vuole un’azione digestiva. Per spasmi intestinali, mestruali, sintomi influenzali o mal di testa si può bere l’infuso all’occorrenza.

L’olio essenziale di angelica si può utilizzare topicamente. Si diluiscono 10 gocce di olio essenziale in 250 ml di olio di mandorle dolci. L’olio va applicato sulle parti del corpo doloranti in caso di reumatismi, dolori muscolari, nevralgie e dolori mestruali.

In tintura madre si possono assumere 30 gocce in poca acqua due o tre volte al giorno a seconda delle necessità 10 minuti prima dei pasti.

Controindicazioni

L’assunzione dell’angelica ha parecchie controindicazioni. Fortemente controindicata in caso di gravidanza e allattamento, se ne sconsiglia l’uso quando ci si espone alla luce solare poiché contiene furanocumarine, ovvero delle sostanze fototossiche che possono portare delle fotodermatiti. La radice è controindicata anche in caso di diabete poiché tende ad aumentare il livello di glicemia nel sangue.

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