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Il mondo è pieno di cibi contaminati
Cibi contaminati da ogni parte del mondo, parliamo di broccoli dalla Cina, prezzemolo dal Vietnam, basilico dall’India e melagrane dall’Egitto: sono tra i cibi venduti in Italia più contaminati da residui chimici, additivi, micotossine (approfondisci qui sul sito EFSA la loro pericolosità).
Sono solo alcuni degli alimenti contenuti nella blacklist dei cibi più contaminati presentata dalla Coldiretti, sulla base delle analisi condotte dall’EFSA, Agenzia europea per la sicurezza alimentare, nel Rapporto 2015 sui Residui dei Fitosanitari in Europa, a Napoli, in occasione della mobilitazione di migliaia di agricoltori italiani in difesa della dieta mediterranea del 20 aprile 2016.
La lista nera dei cibi contaminati
Riportiamo dal sito della Coldiretti: “Nella maggioranza dei broccoli cinesi è stata trovata la presenza in eccesso di Acetamiprid*, Chlorfenapyr*, Carbendazim*, Flusilazole* e Pyridaben*, nel prezzemolo vietnamita, i problemi derivano da Chlorpyrifos, Profenofos, Hexaconazole, Phentoate, Flubendiamide mentre il basilico indiano contiene Carbendazim che è vietato in Italia perché ritenuto cancerogeno.”
*Per informazione e per capire di cosa stiamo parlando, aggiungiamo, le seguenti informazioni relativamente alle sostanza rilevate sui broccoli cinesi: Acetamiprid è un insetticida sospetto neurotossico, Chlorfenapyr è un insetticida e antiparassitario, Carbendazim è un fungicida di elevatà tossicità, Flusilazole è fitosanitario vietato in Italia già dal 2005, Pyridaben è un insetticida ed acaricida.
I problemi – si legge nella comunicazione di Coldiretti – coinvolgono anche alcuni tipo di frutta provenienti dal Sud America come i meloni e i cocomeri della Repubblica Dominicana, risultati fuori norma nel 14% dei casi per l’impiego di Spinosad e Cypermethrin.
Irregolarità sono state riscontrate anche nel 15% della menta del Marocco, Paese a cui l’Unione Europea ha concesso agevolazioni per l’esportazione di arance, clementine, fragole, cetrioli, zucchine, aglio, olio di oliva e pomodori da mensa che hanno messo in ginocchio le produzioni nazionali.
In particolare, proprio l’accordo con il Marocco è fortemente contestato dai produttori agricoli, proprio perché nel Paese africano è permesso l’uso di pesticidi pericolosi per la salute che sono vietati in Europa.
In Italia la sicurezza è maggiore
“L’agricoltura italiana- continua la Coldiretti – è la più green d’Europa con 281 prodotti a denominazione di origine (Dop/Igp), il divieto all’utilizzo degli OGM e il maggior numero di aziende biologiche, ma è anche al vertice della sicurezza alimentare mondiale con il minor numero di prodotti agroalimentari con residui chimici irregolari pari allo 0,4%, una quota inferiore di quasi 4 volte rispetto alla media europea (1,4%) e di quasi 20 volte quella dei prodotti extracomunitari (7,5%).”
Il consumatore a rischio
Roberto Moncalvo, presidente della Coldiretti, ha dichiarato che il consumatore è a rischio ed ha lanciato un allarme: “non c’è più tempo da perdere e occorre rendere finalmente pubblici i flussi commerciali delle materie prime provenienti dall’estero per far conoscere anche ai consumatori i nomi delle aziende che usano ingredienti stranieri” dove molto spesso è consentito l’uso di pesticidi e simili che le norme europee, al contrario, vietano.
Video Black List dei cibi più contaminati. Coldiretti: situazione insostenibile
La blacklist dei cibi contaminati
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| Prodotto | Paese | % Irregolarità per residui chimici |
| Broccoli | Cina | 92% |
| Prezzemolo | Vietnam | 78% |
| Basilico | India | 60% |
| Melagrane | Egitto | 33% |
| Peperoncino | Thailandia | 18% |
| Menta | Marocco | 15% |
| Meloni/Cocomeri | Rep. Dominicana | 14% |
| Fragole | Egitto | 11% |
| Piselli | Kenia | 10% |
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Fonte: Elaborazioni Coldiretti su dati Rapporto EFSA 2015
Il nostro consiglio: prodotti locali, freschi, di stagione
Come sempre è bene informarsi ed evitare, in questo caso, i prodotti indicati da questo studio, tuttavia il consiglio in generale è di scegliere il più possibile alimenti italiani, di stagione e biologici, siano essi certificati o provenienti da un agricoltore di fiducia. Ci sono alcuni piccoli produttori che utilizzano metodi di coltivazione completamente naturali, pur non essendo certificati. Non acquistate prodotti sui quali non è indicata la provenienza e diffidate di cibi che crescono anche in Italia, ma provenienti da altri paesi.
Prezzemolo dal Vietnam e basilico dall’India, perché?
Agrumi, fragole, pomodori, basilico, prezzemolo, meloni, angurie: perché mai dovremmo acquistare prodotti coltivati a migliaia di chilometri da casa nostra quando crescono anche da noi?
Da tempo mi rifiuto di acquistare mirtilli del Cile e del Perù, nonostante la bontà di questi frutti e i benefici dal punto di vista nutrizionale.
Un’attenzione particolare va data anche dagli ingredienti utilizzati se acquistiamo i cibi pronti. Spesso la trasformazione avviene in Italia, ma gli ingredienti sono di provenienza estera. Anche per questo motivo promuoviamo la preparazione dei cibi in casa, con ingredienti freschi e selezionati.
Fonti: Coldiretti, Ansa
