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Conflitto interiore: come imparare a metterti d’accordo con te stesso

conflitto interiore, angelo e diavolo

Il conflitto interiore è, tra i conflitti che ci ritroviamo ad affrontare nella vita, uno dei più tormentati e difficili da superare.

Dentro di noi compaiono due voci opposte, una che ci suggerisce di essere e comportarci in un modo e l’altra nell’esatto opposto. Un’esperienza che può essere grande fonte di stress e che se non ascoltata può portare ad avere dei veri e propri disturbi psicologici.

Conflitto interiore: un tormento che consuma gran parte delle nostre energie psicofisiche

Il conflitto interiore va ben oltre all’indecisione o al non sapere quale direzione prendere perché crea dentro di noi un litigio tra due parti in disaccordo l’una con l’altra.

Il tema riguarda il nostro stare bene: in una relazione, in un ambiente lavorativo, in una casa. Una parte trova i lati positivi e i vantaggi e li elenca nella nostra testa, l’altra parte si concentra sugli svantaggi e sui lati negativi.

Entrambe vogliono avere ragione perciò entrambe cercano di guidarci nella direzione di loro interesse.

Lo stress e il blocco emotivo

Avere un litigio in corso dentro di noi può portarci grande stress: il continuo non sapere, non capire a quale voce dare ascolto, il lavorio mentale continuo possono esaurire le nostre energie psicofisiche. Con conseguente blocco emotivo, ovvero quello stato di apatia in cui non si ha più la forza di ascoltare e fare nulla. Spesso si perde anche interesse per le nostre passioni e per ciò che ci entusiasmava.

Conoscere e comprendere chi litiga

Per riuscire a metterci d’accordo con noi stessi per prima cosa dobbiamo imparare a conoscere chi sta litigando dentro di noi e per conoscerlo dobbiamo armarci di pazienza, osservarlo e ascoltarlo.

Molte correnti psicologiche hanno scoperto che dentro di noi abitano molte parti, personalità, maschere che nascono dai ruoli che abbiamo assunto durante la nostra vita e dai bisogni a cui abbiamo dovuto rispondere.

Se ci osserviamo in un momento di calma possiamo cogliere con facilità questa moltitudine che ci abita.

La nostra parte “figlio o genitore” ci fa essere amorevoli, la nostra parte “lavoratore” può farci essere severi e rigidi. Quando nasce un conflitto interiore il primo passo da fare è cercare di capire chi sta parlando e litigando e che bisogni ha da soddisfare.

Osservazione e ascolto conducono alla voce dell’anima

Quando diventiamo osservatori di noi stessi solitamente abbiamo la possibilità di ascoltare con calma e mettere a tacere chi litiga. Chi litiga ha semplicemente bisogno di accoglienza, ascolto e spesso di rassicurazione.

Le nostre parti hanno spesso dei bisogni: di amore, di riconoscimento, di rivalsa. Parlano attraverso i nostri limiti, le nostre paure.

Solo ciò che viene accolto e ascoltato può essere trasformato.

Il passo successivo segue il proverbio che tra i due litiganti il terzo gode, ed il terzo in questo caso è la nostra anima che nel silenzio e nell’osservazione distaccata può far sentire la sua voce. E, ascoltare la voce della nostra anima che ci conduce alla nostra essenza e a ciò che ci fa stare bene, fa godere anche noi.

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