Conoscere se stessi: è uno dei temi ricorrenti della vita di molte persone. Una ricerca che coinvolge tutti noi, più o meno consapevolmente.
Vi proponiamo una illuminante riflessione di Hermann Hesse.
Indice
Cercare se stessi, l’unico dovere
Per gli uomini non esiste nessunissimo dovere, tranne uno: cercare se stessi, consolidarsi in sé, procedere a tentativi per la propria via ovunque essa conduca.
Ciò mi scosse profondamente e questo fu il risultato di queste esperienze: molte volte avevo fantasticato sul mio futuro, avevo sognato ruoli che mi potevano essere destinati, poeta o profeta o pittore o qualcosa di simile. Niente di tutto ciò.
Conoscere sé stessi, la vera vocazione
Né io ero qui per fare il poeta, per predicare o dipingere, non ero qui per questo. Tutto ciò è secondario.
La vera vocazione di ognuno è una sola, quella di conoscere se stessi.
Uno può finire poeta o pazzo, profeta o delinquente, non è affar suo, e in fin dei conti è indifferente. Il problema è realizzare il suo proprio destino, non un destino qualunque, e viverlo tutto fino in fondo dentro di sé.
Tutto il resto significa soffermarsi, è una mezza misura, è un tentativo di fuga, è il ritorno all’ideale di massa, è adattamento e angoscia di fronte a se stesso.
La scoperta della mia immagine
Terribile e sacra sorse davanti a me la nuova immagine mille volte intuita, forse già espressa, eppure soltanto ora vissuta. Io ero un parto della natura lanciato verso l’ignoto, forse verso qualcosa di nuovo o forse anche verso il nulla, lasciare che si sviluppasse dal profondo, obbedire al mio destino e far mia la sua volontà, questo era il mio compito. Nient’altro.
Avevo già assaporato molta solitudine. Ora ebbi l’impressione che ne esistesse una più profonda e forse inconfutabile.
Tratto dal libro Demian di Hermann Hesse (puoi acquistarlo qui)
Note sull’autore della citazione
Hermann Hesse, Calw (Wùrttemberg, 1877- Montagnola, Canton Ticino, 1962). Premio Nobel nel 1946, raggiunse il successo nel 1904 con Peter Camenzind, seguito da numerose opere tra cui Demion (1919), Siddharta (1922), Il lupo della steppa (1927), Narciso e Boccadoro (1930) e II giuoco delle perle di vetro (1943).
