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Dieta mediterranea verde: un nuovo alleato contro la steatosi epatica

Dieta Mediterranea

La patologia del fegato grasso o steatosi epatica non alcolica (NAFLD – Non Alcoholic Fatty Liver Disease), è uno dei problemi di salute addominale che colpisce maggiormente i Paesi sviluppati, perché si lega a problemi di sovrappeso e obesità. In Europa e negli Stati Uniti il numero di pazienti si aggira tra il 20% e il 30% della popolazione. 

La ricerca: steatosi epatica e dieta mediterranea

L’ultimo studio in materia è stato pubblicato sulla rivista internazionale “Gut”, e ha messo in correlazione questa patologia con la dieta mediterranea verde: è stato dimostrato che un regime alimentare di questo tipo dimezza la steatosi epatica non alcolica.

Il nostro team di ricerca e altri gruppi negli ultimi 20 anni hanno dimostrato attraverso rigorosi studi randomizzati a lungo termine che la dieta mediterranea è la più salutare – ha raccontato la ricercatrice capo Prof. Iris Shai, epidemiologa della BGU School of Public Health – Ora, abbiamo perfezionato quella dieta e scoperto elementi che possono apportare cambiamenti radicali al grasso epatico”.

Non esiste nessuna cura alla steatosi; l’unico modo per ridurre il grasso sul fegato è seguire una dieta, riducendo così il grasso corporeo, ed eliminare del tutto gli alcolici. 

La dieta sviluppata nello studio clinico è ricca di verdure, riduce l’apporto di carne rossa settimanale, prevede l’assunzione giornaliera di 28 grammi di noci, tre o quattro tazze di tè verde, un frullato verde Mankai (chiamata anche “lenticchia d’acqua), pianta acquatica ricca di proteine, ferro e vitamina B12.

Nello studio 294 lavoratori sono stati sottoposti a dei regimi dietetici equilibrati ed ecosostenibili di tre tipologie: semplicemente sano, mediterraneo e infine mediterraneo verde. Ad essi è stato associata attività fisica regolare in palestra. 

In tutti i casi c’è stato un dimagrimento, tuttavia la maggiore riduzione di grasso epatico si è rilevata con la dieta mediterranea green: – 39%, contro il -20% di quella mediterranea standard, e il -12% del regime sano.

Un cammino di vita

Ma, nonostante in principio questa malattia era legata a soggetti adulti, tra i 40 e 60 anni d’età, ora sta dilagando. Come si afferma sul sito www.sundt.it:

La steatosi epatica si riscontra nel 70% dei bambini obesi o sovrappeso a causa di un ambiente obesogeno in cui il bambino assume abitudini alimentari non salutari. Pertanto è importantissimo perseguire una dieta bilanciata e introdurre un adeguato apporto di trigliceridi che riducono il fegato grasso, anche attraverso l’assunzione di integratori di omega 3 o riso rosso fermentato”. 

I sintomi

Le prime avvisaglie della steatosi epatica sono legate a dolori addominali e spossatezza. In particolare, l’area interessata è il lato destro superiore della pancia, sarà un dolore temporaneo inizialmente, che andrà via via accentuandosi. Sarà poi il medico a richiedere un’ecografia e gli esami del sangue per stabilire se si tratti di questa patologia o meno. 

Tuttavia bisogna prestare grande attenzione all’alimentazione e alla qualità della vita, poiché talvolta la steatosi si manifesta solo quando ormai è giunta in fase acuta. Come dire:

Prevenire è meglio che curare.

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