Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors
Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors

Fibromialgia e alimentazione: cibi sì, cibi no e stile di vita

fibromialgia e alimentazione, donna dolore,

La fibromialgia o sindrome fibromialgica è una malattia riconosciuta come reumatica sin dal 1999, cronica, multifattoriale, ad eziologia sconosciuta. Si tratta, come noto, di una malattia degenerativa, particolarmente invalidante. Etimologicamente, il termine deriva dal greco “fibro” (tessuti fibrosi), “moyos” (muscoli) e “algos” (dolore).

È proprio quest’ultimo, il dolore, diffuso all’apparato muscolo-scheletrico, il sintomo dominante di chi è affetto da fibromialgia. Un dolore talvolta simile a trafitture, altre volte profondo e continuo o, in altri casi ancora, che alterna entrambe le forme di sofferenza per almeno 3 mesi. L’alimentazione gioca un ruolo importante nell’alleviare i dolori della fibromialgia.

Fibromialgia e alimentazione: quali cibi scegliere

Cibi da evitare

Nonostante l’attuale assenza di una cura per la patologia, l’alimentazione gioca un ruolo chiave nell’attenuazione della sintomatologia fibromialgica. Si stima che molti individui fibromialgici peggiorino in presenza di glutine e caseina, lattosio, grassi di cattiva qualità (es. fritture, grassi animali a catena lunga) ma anche di solanacee (pomodori, peperoni, melanzane, patate, peperoncino).

Un individuo fibromialgico dovrebbe evitare un eccesso di zuccheri semplici e limitare il consumo di carni rosse. Può optare, invece, per pesce, ricco di omega 3, e carni bianche come pollo, tacchino, coniglio e maiale.

È consigliabile ridurre l’utilizzo di sale e il consumo di caffè, limitando gli alcolici ed evitando i superalcolici, oltre i prodotti contenenti glutammato, come i dadi da brodo, il ketchup, i piatti pronti, i prodotti industriali ricchi di conservanti.

Cibi consigliati

Viene, quindi, da chiedersi, verso quale tipo di alimentazione orientarsi se si è affetti da fibromialgia. In primis, verso quelli ricchi di antiossidanti:

  • frutta e verdura di stagione,
  • verdure in foglia e le crucifere,
  • cereali integrali.

Favoriti anche i cibi e i condimenti ricchi di grassi monoinsaturi:

  • olio extravergine d’oliva,
  • mandorle,
  • semi di lino, 4
  • semi di chia,
  • quinoa,
  • grano saraceno,

e spezie come curcuma, zenzero e cannella, sciroppo d’acero, d’agave e miele.

Importante l’inserimento dei probiotici nella propria alimentazione, quindi via libera a:

  • kefir,
  • tè kambuchà,
  • tè fermentato,
  • miso,
  • crauti,
  • tempeh,
  • lenticchie decorticate.

Ottime alternative al latte vaccino il latte di mandorle, il latte di cocco e quello di nocciola.

Fibromialgia e alimentazione: l’importanza dell’acqua

L’idratazione è di fondamentale importanza: non si dovrebbero bere meno di 1,5-2 litri di acqua al giorno, preferibilmente lontano dai pasti. Infatti, questa è una malattia che disperde molti liquidi e tende a disidratare.

I sintomi della disidratazione possono sommarsi a quelli della fibromialgia e peggiorarne la situazione clinica. Va ricordato che l’acqua aiuta ad eliminare le tossine. L’acqua migliore è quella minerale non effervescente.

Stile di vita

La fibromialgia è una patologia che richiede da parte di chi ne soffre la presa di coscienza e l’impiego, nella gestione dei sintomi, di un corretto stile di vita. Una corretta e sana alimentazione va a braccetto con il controllo del peso corporeo, evitando obesità e sovrappeso.

È importante cercare di allontanare, o quanto meno ridurre, le fonti di stress, cercando di mantenere un ritmo di vita regolare che consenta di prendersi delle pause giornaliere da dedicare alla cura di sé, così come è consigliabile evitare o limitare gli sforzi eccessivi.

L’attività fisica

Va sottolineata l’importanza dell’esercizio fisico, sia a livello di muscolatura, con maggiore tollerabilità allo sforzo fisico, che sul piano della psiche, aumentando le endorfine, ormoni che regolano una rete interna di sensazioni di piacere.

È sufficiente una camminata, andare in bici, praticare nuoto, fare Nordic Walking per sentirsi subito meglio, così come tai-chi e qui gong, antiche discipline con basso impatto fisico, con posture sedute, sdraiate o in piedi, per ridurre il dolore e l’affaticabilità, migliorando la qualità della vita.

Tecniche di rilassamento

I pazienti fibromialgici riferiscono di trovare benefici nella mindfulness, una tecnica meditativa in grado di portare benefici sia al corpo che alla mente, nello yoga, nell’ agopuntura e nella balneoterapia.  Se si soffre di fibromialgia va completamente eliminata l’abitudine, oltretutto nociva, di fumare o masticare tabacco, che non fa altro che peggiorare il dolore.

Tempo per sé

Essenziale è concedersi del tempo dedicato al relax e poco importa che si tratti di un film divertente, una lettura, una chiacchierata tra amiche o un bagno caldo.

La parola d’ordine è ritagliarsi un momento della giornata per sé, lasciandosi alle spalle le negatività e imparando a dire di no senza essere pervasi da sensi di colpa.

La qualità del sonno

Dato che uno dei sintomi tipici della sindrome fibromialgica è la stanchezza, occorre dormire bene e a sufficienza, andando a letto e alzandosi alla stessa ora. Per riuscire al meglio in questo intento, limitate il sonnellino diurno.

Il giusto ritmo

Altro prezioso consiglio è l’utilizzo della moderazione: imparate a non esagerare nei giorni “buoni”, né a fare troppo poco nei giorni in cui i sintomi si riacutizzano. Per far questo, assegnate una priorità alle vostre attività, facendo pause frequenti per riposare.

Controllate gli impegni sul calendario, focalizzando, dunque, la vostra energia, solo su ciò che è necessario e improrogabile. L’assegnazione di una priorità alle attività contribuisce a ridurre lo stress e, conseguentemente, le tensioni muscolari che amplificano il dolore della fibromialgia.

L’importanza di chiedere aiuto

Ricordiamoci sempre che non siamo supereroi e che chiedere aiuto quando si ha bisogno, ossia nei giorni “cattivi”, quelli in cui la sintomatologia è più forte che mai, è un atto dovuto a noi stessi.

Non esitate a chiedere aiuto a un familiare per la preparazione di un pasto o a un amico per l’effettuazione di una commissione per un giorno. Ci si può sentire un peso ma è solo una sensazione, dal momento che amici e familiari sono ben lieti di prestare il loro aiuto.

Se una giusta alimentazione e dei corretti stili di vita, possono sicuramente attenuare i sintomi, ricordiamo che, ancora oggi, la fibromialgia è definita una malattia invisibile.

Nonostante condizioni pesantemente la vita quotidiana di milioni di persone che, in Italia, ne sono affette e che, magari, non hanno la forza di far sentire la loro voce, intrappolate in un limbo di incertezze terapeutiche e in una debole ricerca scientifica a riguardo.

Per fortuna c’è chi, come le associazioni sparse per il territorio nazionale, si batte costantemente affinché presto la sindrome fibromialgica venga inserita nei LEA (livelli essenziali di assistenza).

Fonti

INFORMAZIONI UTILI

Un e-book per te!

Acconsento al trattamento dei miei dati e dichiaro di aver preso visione della Privacy Policy

Attiva il tuo coupon sconto

Categorie

Condividi su:

Potrebbe interessarti anche