Indice
Fichi preziosi fin dall’antichità
Ficus carica: originario dell’Asia occidentale, del bacino del Mediterraneo e del Medio Oriente; già molto apprezzato dagli antichi Egizi è un alimento molto nutriente, energetico e rinforzante.
Nell’antichità gli atleti greci e romani si cibavano quasi esclusivamente di fichi, mentre Plinio il Vecchio li apprezzava come anti-rughe. Già dai tempi antichi fu apprezzato per disturbi interni dell’apparato digerente e urinario ed esterni per ulcere, e piaghe.
La pianta del Ficus carica
I rametti della pianta e le foglie, se incisi, generano un latte bianco e appiccicoso usato in passato per corrodere verruche o altre escrescenze della pelle.
E’ un albero da frutto molto irregolare e tortuoso, dal tronco ramoso e corto, di cui si utilizzano essenzialmente i frutti, le foglie e in particolare le gemme dei giovani rami ricche di numerosi principi attivi che danno alla pianta notevoli proprietà fitoterapiche.
E’ un arbusto resistente alla siccità, noto per i suoi frutti commestibili, succosi, zuccherini che sono, in realtà, delle infruttescenze derivate da un’infiorescenza composta da un ricettacolo cavo, globoso, carnoso, con racchiusi piccolissimi fiori. I veri frutti sono i semi immersi nella polpa zuccherina del fico.
Proprietà del ficus carica
La droga, cioè la parte di pianta dotata di proprietà officinali, è proprio costituita da falsi frutti, dalle foglie, ma soprattutto dalle gemme.
I principi attivi sono fibre, mucillagini, zuccheri, enzimi, bergaptene, psoralene, cumarine, composti furocumarinici, acidi organici, terpeni. Inoltre, vitamina A, vitamine del gruppo B, vitamina C e PP ; poi ci sono i sali minerali come calcio, ferro, cromo, magnesio, che conferiscono alla pianta proprietà digestive, lassative e antinfiammatorie.
Le gemme fresche, usate in gemmoterapia, da cui si ricava un macerato glicerico o gemmoderivato, sono la parte più interessante della pianta dal punto di vista fitoterapico perché contengono gli enzimi proteasi, lipasi, diastasi, simili agli enzimi pancreatici.
Tali enzimi regolarizzano la secrezione gastroduodenale, la motilità intestinale, riducono l’eccessiva secrezione acida dello stomaco, moderano gli spasmi della muscolatura liscia del colon.
Ficus carica… l’alleato dello stomaco
Il Ficus è un ottimo alleato dello stomaco: esercita un’attività calmante e disinfiammante.
Agisce nella parte alta dell’apparato digerente e regola motilità e secrezione nello stomaco, anche nei disturbi che hanno origine da stress e fattori emotivi.
Nel caso di reflusso gastroesofageo normalizza le contrazioni dello stomaco, migliora la tenuta del cardias, attenua l’iperacidità e allevia i bruciori. Utile anche nelle gastriti e nelle disfagie. Favorisce la cicatrizzazione dell’ulcera e regola la secrezione del succo gastrico.
Ficus carica e Ribes nigrum
Nello specifico l’azione benefica di questa pianta e del suo gemmoderivato è dovuta essenzialmente ad un meccanismo di tipo centrale o encefalico capace di ridurre l’attività dei centri nervosi che controllano la secrezione acida dello stomaco e la motilità dell’intestino.
Pertanto il Ficus è usato anche per trattare le ulcere gastroduodenali.
Contro i virus gastrointestinali il Ficus è abbinato al Ribes nigrum, che è uno stimolante delle ghiandole surrenali e un antinfiammatorio naturale che svolge un’azione protettiva specifica sulle mucose dello stomaco.
E’ anche un ottimo antiossidante perché contiene elevati valori di polifenoli che lavorano contro l’invecchiamento e il cancro.
Consigli e modalità di assunzione
Consiglio di assumere 40 gocce di macerato glicerico Ficus carica I DH 3 volte al dì mezzora prima dei pasti in poca acqua. La cura sarà per un mese e può essere ripetuta al cambio di stagione a scopo preventivo.
Oltre al macerato glicerico chi soffre di disturbi gastrici può sfruttare le virtù antinfiammatorie dei fichi secchi. Se lo stomaco è dolente far sobbollire un fico secco per 10 minuti in una tazza di acqua da bere poi tiepida.
Se abbinato al Ribes nigrum prendere 20 gocce di Ficus e 20 di Ribes per due volte al dì.
Proprietà nutrizionali dei fichi
I fichi forniscono energia immediata e sono ottimi nella prevenzione di crampi, grazie alla concentrazione di minerali; infatti essi sono un ottimo cibo per gli atleti e migliorano l’energia sessuale.
Sono utili in tutti i casi in cui servono cibi nutrienti ed energizzanti: in adolescenti, convalescenti, donne in gravidanza, anziani e sportivi. Utili nelle infiammazioni polmonari e urinarie, nei casi di astenia fisica e nervosa, in gastriti e coliti, in stati febbrili acuti. Aiutano altresì ad eliminare calcoli renali e biliari e sono ottimi per tosse da catarro e per aumentare il peso corporeo.
- Fico fiorone: grosso, verde, saporito
- Fico settembrino: matura a fine estate
Curiosità dalla medicina Ayurvedica: i fichi freschi sono più indicati per le costituzioni o le condizioni Vata e Pitta. Quelli secchi vanno meglio per Kapha e per Pitta e in eccesso peggiorano Vata.

Alternativa fatta in casa
Chi vanta una pianta di fichi in giardino o non vuole assumere il preparato in gocce di Ficus Carica può realizzare un rimedio naturale completamente fatto in casa.
Basta essiccare un fico al sole e farlo bollire dieci minuti per ottenere un’ottima tisana in grado di placare le infiammazioni gastriche e i disturbi del colon irritabile.
Controindicazioni e effetti collaterali
Il gemmoderivato di Ficus carica non presenta effetti collaterali o controindicazioni, pur se utilizzato ad alti dosaggi e per moltissimo tempo.
I frutti del Ficus sono sconsigliati a chi soffre di diabete o di obesità, considerati gli zuccheri presenti e il notevole apporto calorico (ma considerate sempre le quantità, l’abbinamento e il momento della giornata adeguato).
Fonti e approfondimenti su Ficus carica
- PubMed, Physicochemistry, Nutritional, and Therapeutic Potential of Ficus carica – A Promising Nutraceutical
- PubMed, Traditional uses, phytochemistry and pharmacology of Ficus carica: a review
Ti può interessare anche:“Fichi: abbondanza di proprietà salutari e gusto”
