Il finocchietto selvatico è un arbusto mediterraneo che si trova spesso spontaneo, in particolare nel Centro/Sul Italia. Si tratta di una pianta ombrellifera, scientificamente nota come Foeniculum vulgare Miller, parente povera del finocchio coltivato.
Il termine finocchietto selvatico deriva dal greco antico Marathon, come la regione dell’Attica dove questa pianta cresceva diffusamente. Pochi sanno che esso condivide parte della sua storia etimologica con la disciplina olimpica della Maratona.
Secondo un’antica leggenda greca, infatti, il soldato ateniese Filippide attraversò, correndo, il campo di Marathon (42 km) per annunciare ai suoi concittadini la vittoria sugli Spartani.
Indice
Proprietà del finocchietto selvatico
Il finocchietto selvatico vanta innumerevoli proprietà:
- è un ottimo depurativo per fegato, reni e intestino,
- è un eccellente antispasmodico,
- ha proprietà digestive e carminative,
- ha proprietà antiossidanti,
- contrasta le coliche del neonato, specie nei primi mesi di vita,
- attenua i dolori addominali,
- è consigliato contro la cattiva digestione (dispepsia),
- ricco di fibre, preserva la regolarità intestinale, regolando l’assorbimento di colesterolo e zuccheri,
- contenendo vitamine del gruppo B, è essenziale per la funzionalità metabolica,
- il potassio protegge la salute cardiovascolare,
- fosforo, calcio e magnesio sono preziosi per ossa e denti,
- ferro e rame sono coinvolti nella produzione di globuli rossi.
Benefici estetici
Forse non tutti sanno che il finocchietto selvatico vanta importanti benefici estetici. In particolare:
- lenisce palpebre infiammate e gonfie,
- elimina il rossore degli occhi stanchi,
- sotto forma di olio essenziale modella la silhouette, per un cosiddetto effetto pancia- piatta, abbinato con massaggi, effettuati circolarmente, unito un olio di mandorle dolci,
- drena e decongestiona i tessuti,
- in fitocosmesi, i semi pestati ed uniti all’argilla verde, servono a produrre un dentifricio che rinfresca l’alito, rinforzando le gengive.
Controindicazioni
Il finocchietto selvatico non va consumato nei casi di allergie o intolleranze. Contenendo sostanze che, in dosi elevate, possono causare allucinazioni e convulsioni, è opportuno sempre consultare preventivamente il medico, il cui parere è doveroso in particolare in gravidanza e per i pazienti oncologici.
Coltivazione del finocchietto in vaso e in giardino
Il finocchietto selvatico richiede poche cure. Vediamo perché è così largamente diffuso:
- si mantiene e riproduce facilmente sia in vaso che in un piccolo orto
- si adatta facilmente a terreni aridi e difficili
- necessita di una buona esposizione al sole
- va riparato dal troppo vento e teme il freddo
Il momento per la semina è la primavera. I semini vanno piantati a un solo centimetro di profondità. Da un cespuglio di finocchietto viene prodotta una moltitudine di semi che germogliano facilmente.
L’irrigazione deve avvenire nelle ore serali o al mattino presto, mentre la pacciamatura sia in estate (per non far seccare la terra) che in inverno (per tenere le radici al caldo).
Le ricette con il finocchietto selvatico
Il finocchietto selvatico è interamente commestibile e versatile in cucina.
Le foglie si usano come aroma, aggiunte, alle insalate; i semi si sposano benissimo con secondi di carne e di pesce.
I semi o frutti, sono ottimi per la preparazione di tisane e decotti digestivi e carminativi. La ricetta è semplice: è sufficiente portare a ebollizione un cucchiaino per tazza di semi di finocchietto, lasciare in infusione per 5 minuti, aggiungere qualche goccia di limone e sorseggiare.
Alcune curiosità. In Toscana, i semi di finocchietto selvatico sono essenziali per insaporire la finocchiona, un insaccato riconosciuto come prodotto IGP.
I semi sono usati anche all’interno di prodotti da forno (taralli, biscotti, pane), oltre che sughi e insalate.
In Sicilia, le foglie sono ingredienti fondamentali per la preparazione della pasta con le sarde. E che dire dello strepitoso liquore al finocchietto selvatico?
Viene prodotto solo con la chioma delle piantine, che costituiscono la parte più tenera, verde e profumata.
