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Gentiana lutea, una pianta interessante
Se hai difficoltà di digestione la fitoterapia può venirti in aiuto. Parliamo della Gentiana lutea, ottimo rimedio sia in ambito erboristico che liquoristico.
Descrizione botanica della Gentiana lutea o genziana maggiore
È un’erbacea perenne appartenente alla famiglia delle gentianaceae tipica delle aree montane dell’Europa centrale e meridionale. Prende anche il nome di genziana maggiore per differenziarsi dalla genziana minore (Gentiana asclepiadea L.) di dimensioni più contenute.
Sul nostro territorio la Gentiana lutea si trova ad un’altitudine compresa fra i 1.000 ed i 2.200 m. E’ alta circa 1 metro, presenta foglie larghe, ellittiche, opposte e fiori gialli raccolti in fascetti.
Della pianta si utilizzano le radici rizomatose di esemplari fra i 2 ed i 5 anni di vita raccolte nel periodo autunnale. Allo stato secco la droga presenta una consistenza spugnosa.
L’apparato radicale, una volta estirpato, verrà lavato con acqua ed asciugato (con l’accortezza di distendere le singole radici su un piano, senza ammassarle, per evitare eventuali ammuffimenti).

Le radici e le componenti attive
Si potranno utilizzare le radici così come tali (per esempio per formulare una tintura madre) o procedere con la completa essiccazione (con un indice di umidità relativa nel prodotto finito del 10%) e triturazione.
Le principali componenti attive sono gli iridoidi (le componenti amare) come il gentiopicroside (2-3%) e l’amarogentina (0,01-0,5%), ritenuta una delle sostanze più amare presenti in natura. Sono presenti altresì genzianina (0,6-0,8%) e gentianosio (un trisaccaride amaro che insieme a genziobiosio e saccarosio costituiscono fino al 50-60% del peso secco).
La genziopicrina in passato veniva utilizzato come antimalarico.
Secondo la farmacopea ufficiale italiana (FUI X) la droga essiccata deve contenere non meno del 33% in sostanze da estrarre con solvente acquoso; mentre secondo altre farmacopee europee l’indice di qualità viene definito in base al potere amaricante.
Attenzione a non confonderla con il veratro (Veratrum album L), una liliacea che contiene a livello radicale le veratrine, sostanze tossiche per organismo umano. Le radici della genziana sono più carnose, mentre quelle del veratro sono più fascicolate. Anche le foglie ed il fiore hanno una morfologia differente.
Le proprietà salutistiche della genziana
La genziana è una droga amara che in primis stimola le papille gustative determinando un aumento di saliva e la secrezione di succhi gastrici (per azione sia diretta che riflessa).
Viene quindi consigliata come eupeptico (cioè stimola l’appetito e facilita la digestione), in caso di diversi problemi dispeptici (cioè problematiche legate all’apparato gastrico, come digestione difficoltosa, lenta, eruttazione e per contrastare il senso di pienezza) ed in caso di flatulenza.
Modalità d’assunzione della genziana
Tintura madre
Si può utilizzare sotto forma di tintura madre, estratto fluido (FU) o più semplicemente sotto forma di infuso.
Infuso
A tal fine poni in un pentolino 2-4 gr di droga (massima dose giornaliera secondo le raccomandazioni della Commissione tedesca E*1) ed aggiungici una tazza di acqua. Porta ad ebollizione e lasciala sobbollire a fuoco lento per qualche minuto.
Spegni e lascia il tutto in infusione a coperchio chiuso per 15-20 minuti. Al termine del tempo prestabilito, filtra la preparazione e sorseggiane una tazza almeno mezz’ora prima dei pasti. Anche le tinture madri e gli estratti fluidi andranno assunti prima dei pasti per stimolare la secrezione gastrica e l’appetito.
Ricordo che le preparazioni estemporanee, come infusi e decotti, sono rimedi casalinghi in cui non sarà possibile conoscere l’esatta concentrazione in molecole bio-attive, oltretutto presenti in forma molto diluita. Pertanto per un effetto più certo e riconoscibile sarà necessario optare per preparazioni erboristiche titolate pronte all’uso, quali tinture madri, tinture idroalcoliche ed estratti secchi.

Avvertenze d’uso e controindicazioni
Per quanto non ci siano evidenze scientifiche in merito, in medicina popolare viene sconsigliata ai soggetti ipertesi.
Note
*1: Commissione Tedesca E: valuta ed approva le erbe medicinali basandosi su dimostrate evidenze di sicurezza ed efficacia.
Bibliografia di riferimento
- Bettiol, F.F Vincieri, Manuale delle preparazioni erboristiche. Fitoterapici, fitocosmetici, prodotti erboristici, integratori alimentari a base di piante, Milano, Tecniche nuove, 2012
- Capasso, G. Granolini, A.A. Izzo (2006), Fitoterapia impiego razionale delle droghe vegetali, Milano, Sprinter-Verlag, 2006.
