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Il cibo rumoroso fa dimagrire ?

Il cibo rumoroso da dmagrire? Uno studio sceintifico

La scienza ha dimostrato che mangiare con rumori che coprono l’”effetto crunch” spinge ad alimentarsi molto di più. 

Abbiamo tutti sentito dire che prima mangiamo con gli occhi. In realtà tutti i nostri sensi rivestono un un ruolo chiave nella nostra esperienza culinaria, quindi si deve includere anche il senso dell’olfatto, del gusto e del tatto.

Ma cosa accade per quanto riguarda l’udito? Il più insospettabile dei nostri sensi nella scienza culinaria viene ora esaminato mentre gli scienziati che indagano sull’“effetto crunch”.

Suoni e rumori nell’alimentazione

La nuova frontiera da attraversare per esplorare le scienze correlate all’alimentazione riguarda gli stimoli uditivi: come i suoni del mangiare influiscono sulla quantità di cibo che consumiamo. Si scopre che più siamo consapevoli dei nostri suoni di masticazione del cibo – lo scricchiolio, il masticare, il bere – meno siamo inclini a mangiare.

I ricercatori della Brigham Young University di Provo, nello Utah, e della Colorado State University di Fort Collins, in Colorado, hanno condotto tre esperimenti sugli effetti della “salienza del suono del cibo” e hanno scoperto che persino suggerendo artificialmente (tramite una pubblicità) certi suoni che le persone pensano essere direttamente collegati agli alimenti che stanno consumando, i suoni possono ridurre il consumo. I sorprendenti risultati sono stati pubblicati su Food Quality and Preference.

Un esperimento sul cibo che “fa rumore”

Da segnalare tra gli esperimenti quello che ha evidenziato che i soggetti mangiano meno quando il suono del cibo è più intenso. In quello studio, i partecipanti hanno fatto uno spuntino mentre indossavano cuffie che riproducevano un rumore forte o basso. I ricercatori hanno scoperto che il rumore più forte delle cuffie mascherava il suono della masticazione e che i soggetti di quel gruppo mangiavano di più: 4 salatini rispetto ai 2,75 salatini del gruppo “silenzioso”.

Il punto principale, dicono i ricercatori, è che i mangiatori abbraccino la consapevolezza come parte dell’esperienza, essendo più consapevoli non solo del gusto e dell’aspetto estetico del cibo, ma anche del suono che fa, che può spingerli a mangiare di meno. È chiaro che non si debba tralasciare la qualità di ciò che si assume, orientandosi verso una dieta sana e sostenibile anche per il pianeta.

Le buone pratiche

Ovviamente il consumo prevalente di alimenti rumorosi non può e non deve essere la scusante per trascurare l’attività motoria. Infatti, dalle affermazioni di Agnese Bonomi per conto di Pazziperilfitness:

“È scientificamente dimostrato che un’attività fisica di almeno 30 minuti, svolta con regolarità quasi ogni giorno, è fondamentale per evitare l’aumento di peso e anche per il funzionamento dell’organismo. Il fitness regolarizza la pressione sanguigna, contiene i livelli di colesterolo cattivo nel sangue, comporta l’accelerazione del metabolismo bruciagrassi e ha un effetto immunostimolante. Pertanto si devono praticare 40 minuti di cyclette al giorno, 20-30 minuti di tapis roulant o camminata veloce quando le condizioni lo permettono”.

Oltre questo, evitare di consumare pasti davanti alla tv perché distoglie l’attenzione da ciò che mangiamo e, quindi, anche dalla quantità. Al bando telefonini e pc, a beneficio della socializzazione e dell’empatia.

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