Libera la tua strada
La tua strada è libera? Quante volte lungo il nostro cammino ci facciamo influenzare da una parola, uno sguardo, un consiglio. E spesso queste parole, sguardi e consigli ci fanno allungare la strada e ci fanno perdere un sacco di tempo…
Leggete questa storia sufi che con un sorriso vi farà comprendere questo concetto una volta per tutte!
Una storia sufi
Un giorno, Nasreddin Hodja e suo figlio andavano al mercato. Il figlio cavalcava l’asino, e lui, lo accompagnava a piedi.
Un passante brontolò : – Ecco la nostra gioventù moderna : lasciarsi portare tranquillamente dall’asino, obbligando il suo vecchio padre, con il suo pesante turbante, a seguirlo a piedi! – Padre , te lo avevo detto! mormorò il figlio. Andiamo, non indugiare e prendi il mio posto.
Nasreddin Hodja acconsentì. Essi fecero così un pezzo di strada fino a che si sentirono interpellare da un gruppo di paesani : – Ehi Hodja, le tue ossa si sono indurite, sei rotto dal ricordo degli anni, perché costringi quest’adolescente, nel fiore degli anni, a zoppicare leggermente dietro di te! A queste parole, Hodja non trovò meglio che far montare suo figlio dietro di lui, sulla groppa dell’asino.
Non erano andati molto lontano che alcuni individui gli sbarrarono la strada, gridando : “Che gente spietata, due persone su di un povero asino. E dire che è il nostro famoso Hodja che tollera ciò! Se questa non è una vergogna!”
Questa volta, Nasreddin Hodja, fuori di sé, discese subito dal somaro, ed anche suo figlio, e tutti e due proseguirono andando dietro l’asino libero del suo carico.
Siccome ogni cosa ha una fine, subirono i rimproveri di alcuni mascalzoni che incontrarono poco dopo.
“Che idiozia! Vedere l’asino sgambettare e caracollare in libertà, mentre i suoi padroni, sfidando la polvere e l’intollerabile calore, fanno la strada a piedi! Non si è mai vista una cosa simile!”
“Vedi, figlio mio”, disse Nasreddin Hodja, al culmine della pazienza,
ammiro le persone che si sono liberate delle malelingue!
Tu, fai come ti sembra meglio e che la gente dica ciò che più desidera, perché le bocche degli uomini non sono un sacco che si possa chiudere!

