Donne e uomini sono naturalmente portati alla socialità e ad un’intensa vita di relazione, per cui le limitazioni dovute ai lockdown e alle conseguenti criticità di isolamento e di sedentarietà sono fonte di frustrazione e ansietà.
In casi come questi il disagio psicologico è inevitabile in ognuno di noi, indipendentemente dalla gravità: ecco che tante persone sfogano questa condizione in scorrette abitudini alimentari.
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L’importanza dell’equilibrio intestinale
Anche il Ministero della Salute ha richiamato più volte l’attenzione sulle conseguenze psicologiche della quarantena, arginabili in taluni casi con tecniche di rilassamento come il training autogeno, che favoriscono notevolmente il lasciarsi andare ad abitudini alimentari dannose come mangiare a tutte le ore, troppo e abusare del cd. comfort food e cibo spazzatura.
È ormai scientificamente pacifico che vi sia uno stretto legame fra l’equilibrio dell’apparato gastrointestinale e il benessere generale. Affrontare periodi difficili come i mesi di isolamento a causa del lockdown seguendo una dieta equilibrata per prendersi cura del microbiota intestinale, cioè l’insieme dei microrganismi che risiedono nell’intestino, ha un impatto positivo sia sul corpo che sulla mente.
La relazione tra l’individuo e il suo microbiota è chiamata mutualismo, il che significa che questa relazione è vantaggiosa per entrambi. Finché forniamo loro un ambiente favorevole alla loro sopravvivenza, ci forniscono protezione da agenti patogeni, sintesi vitaminica, assorbimento dei nutrienti e digestione.
L’alimentazione da lockdown
L’accentuarsi di ansie e fobie nelle persone costrette al lockdown ha fatto riscontrare un aumento di disturbi come colite, pirosi gastrica, meteorismo, dissenteria, dolori addominali: tutti gli effetti delle conseguenze di carattere psicologico elevato che si ripercuotono sull’alimentazione.
Infatti, la lunga permanenza fra le mura di casa porta spesso a mangiare per noia invece che per vera necessità, così finendo per lasciarsi andare ad una sorta di “attacchi bulimici”, nutrendosi con un po’ di tutto ciò che si trova nella dispensa e senza badare alle combinazioni e neanche alle preparazioni. Non mancano neanche i casi di disagio che sfociano in anoressia, in alternanza alla bulimia o come reazione al contesto.
Le conseguenze a lungo termine
Sul piano fisico i cattivi comportamenti alimentari possono portare in breve tempo a un incremento di trigliceridi e colesterolo nel sangue, aumento di peso e adipe con l’insorgenza di inestetismi estetici da allontanare con molto esercizio fisico bruciagrassi, una crema rassodante per trattare la pelle flaccida e una sana dieta di tipo mediterraneo per riacquistare l’equilibrio vitaminico e minerale.
Ne avrà giovamento anche il sistema monetario, che si avvale della corretta nutrizione come forma di medicina preventiva – sia per le malattie croniche che contro gli agenti infettivi – e ogni persona intraprende le misure necessarie per recuperare il ritardo sulla propria salute.
Tuttavia, questo non è un percorso universale: ogni individuo richiede una guida unica che può dipendere da età, sesso, salute, genetica, posizione geografica e fattori ambientali.
Sul piano mentale è fondamentale il ricorso al supporto psicologico, per partire dall’accettazione della situazione ricca di incertezze con le quali bisogna convivere; la chiave di volta è riuscire a conservare la propria routine e sfruttare le proprie energie nel porre attenzione alla tutela della propria salute invece di riversarle in azioni dannose.
