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Maqui, un superfood ancora poco conosciuto
Avete ma sentito parlare delle proprietà delle bacche di Maqui? E dei polifenoli?
Si parla spesso di polifenoli ultimamente, per questo ci viene consigliato il consumo di frutti rossi e scuri, in particolare – tra i nostri cibi – del mirtillo, perché contiene tanti nutrienti benefici.
Si tratta di molecole presenti in molti alimenti vegetali, che hanno svariate benefiche funzioni per il benessere del nostri organismo, prima su tutte delle spiccate proprietà antiossidanti.
Le origini del Maqui
In alcune zone dell’Argentina, del Cile, ed al largo del Cile su tre isole dell’arcipelago di Juan Fernandez, il nome dello sue scopritore, cresce spontaneamente la pianta del Maqui. Il suo nome scientifico è Aristotelia chilensis ed appartiene alla famiglia delle Elaeocarpaceae. Si tratta di un grosso arbusto sempreverde, che può raggiungere l’altezza di 5 metri, con fiori bianchi e frutti un po’ più grandi dei nostri mirtilli, di colore simile, blu scuro/violaceo.
Ricordate Robinson Crusoe? Ebbene pare che egli si alimentò per oltre 4 anni con le bacche di Maqui. Il caratteristico colore blu è dovuto alle antocianine (un gruppo di polifenoli) contenute nel frutto. Le zone in cui cresce il Maqui appartengono alla grande area della Patagonia, caratterizzata da clima rigido e piovoso, e da altitudini importanti.
Curiosità
Una pianta adulta di Maqui produce appena 10 kg di frutti ogni 7 anni, nonostante sia un arbusto sempreverde, molto ramificato ed esteso. Questo avviene a causa delle difficili condizioni in cui si sviluppano tali frutti: temperature fredde, esposizione all’ozono, e venti violenti.
Le proprietà del Maqui per la salute
Vitamine, minerali, fibre, ed antiossidanti sono presenti in questo frutto, considerato un superfood.
Ma cosa fa del Maqui un superfood ? Pare che le antocianine, un particolare tipo di flavonoidi, appartenenti al gruppo dei polifenoli, oltre a svolgere importanti e benefiche azioni di protezione e rafforzamento della pianta, svolga anche sull’organismo umano importanti azioni antiossidanti e non solo queste.
In sintesi le aree di azione sono le seguenti:
- Effetto anti-age (anti radicali liberi, antiossidante)
- Protezione dell’apparato cardiovascolare e prevenzione per ictus/infarto
- Regolazione del colesterolo (favorisce alti livelli di HDL e protegge il colesterolo cattivo dall’ossidazione)
- Regolazione del la glicemia
- Modulare la risposta infiammatoria e immunitaria (grazie alla capacità di attivazione dei meccanismi di difesa e di riparazione delle cellule).
- Azione benefica sulla vista
- Diminuzione della risposta allergica
In alcune delle tante tabelle della scala ORAC, che misura il potere antiossidante dei cibi, il Maqui ha un valore superiore all’ACAI, al Melograno, ed al mirtillo. Per quanto siano dati da prendere con le pinze, sia perchè si tratta di esperimenti in vitro, sia perchè spesso comparano dati non omogenei, rimane tuttavia interessante il dato qualitativo.
Superfood si, ma non rimedio miracoloso
Come sempre sottolineo che nonostante le interessanti caratteristiche nutrizionali, nonostante l’importante presenza delle antocianine, e le importanti azioni attribuite a questo frutto, parliamo di un cibo che – pur definito da alcuni “elisir di lunga vita” non può fare miracoli.
Aggiungetelo alla vostra alimentazione o alla vostra integrazione alimentare e vi farà bene, ma non esagerate con le aspettative.
E ricordate: il fatto che un cibo abbia importanti caratteristiche nutrizionali e “faccia bene”, non significa che “più se ne mangia, più fa bene” [cit. Prof. Franco Berrino].
