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Seguo una dieta senza glutine. Perché non sto meglio ?

Perché seguire una dieta senza glutine o gluten-free

Sempre più persone scelgono di adottare una dieta senza glutine per  migliorare la loro salute.

Alcuni si trovano a fare questa scelta perchè hanno avuto dal medico la diagnosi di una malattia, la celiachia, altri hanno una intolleranza al glutine, o gluten sensivity.

Altri ancora, lo fanno per scelta personale in quanto sempre più spesso naturopati, nutrizionisti e medici, riferendosi alle sempre più frequenti casistiche di malessere causati dall’alimentazione, enfatizzano l’azione infiammatoria del glutine, specie quello contenuto (anche aggiunto) negli alimenti industriali, spesso contenuto nel frumento delle coltivazioni intensive.

Ricordo che il glutine è la componente proteica di molti cereali, tra cui il frumento. Infatti, ad esempio, anche farro,  orzo, segale, e il “famoso KAMUT®, contengono glutine.

Prima di effettuare lo “switch alimentare” che consiste nell’alimentarsi con prodotti che non contengono glutine, alcune persone lamentano sintomi più diversi, come

  • stanchezza fisica,
  • problemi digestivi,
  • gonfiore intestinale,
  • sbalzi d’umore,
  • problemi di pelle,

per citarne alcuni. Ed è molto frequente che gli esami clinici non evidenzino anomalie ben definite.

Con una dieta priva di glutine però, accade che i sintomi di alcune persone migliorano drasticamente, mentre per altre la situazione non cambia ed i sintomi persistono.

Perché, a volte, le diete senza glutine non funzionano?

Perché i sintomi di alcune persone non migliorano?

La risposta sta nella nostra salute intestinale.

Uno studio di qualche anno fa ha dimostrato che dopo due anni di una dieta priva di glutine, solo il 34% dei pazienti con malattia celiaca aveva ottenuto il recupero della mucosa intestinale oppure una guarigione completa del proprio intestino.

Alcuni possibili motivi del fallimento della dieta senza glutine

Il tuo intestino è infiammato: “senza glutine” non vuole dire “sano”

Per coloro che hanno un problema con il glutine, l’intestino è in genere molto infiammato, così la scelta di una dieta senza glutine è necessaria.

Ciò porta ad acquistare anche alimenti confezionati senza glutine. Anche se privi di glutine, molti di questi alimenti sono comunque molto infiammatori in quanto contengono elevate quantità di zucchero, cereali raffinati, grassi saturi, prodotti lattiero – caseari, additivi e conservanti. Vi sfido a leggere l’etichetta di uno dei prodotti da forno delle più note marche di alimenti senza glutine.

Così, anche se avete eliminato il glutine dalla vostra alimentazione, l’intestino ha dei tempi di guarigione molto lunghi, in quanto si continua ad avere a che fare con alimenti infiammatori e di qualità scadente.

Hai permeabilità intestinale e non lo sai

La principale causa che porta all’attivazione dei problemi di celiachia o intolleranza al glutine è la permeabilità intestinale.

Si può arrivare a soffrire di permeabilità intestinale per una serie di motivi, tra cui la cattiva alimentazione, l’uso di antibiotici e a causa di una flora batterica intestinale a lungo disequilibrata.

In tutti questi casi, il corpo è più incline a intolleranze alimentari e allergie.

Inoltre, è molto probabile che, se si ha un problema con il glutine, ci siano altri alimenti, come i prodotti lattiero – caseari (latte e derivati, come formaggi e yogurt), che disturbano l’intestino e continuano a danneggiarlo.

Alcuni medici [dott. Luciano Pecchiai, ideatore dell’alimentazione Eubiotica, dott. Piero Mozzi, dieta del gruppo sanguigno, ndr] hanno ipotizzato che all’origine di celiachia ed intolleranze ci sia l’assunzione prolungata ed eccessiva di prodotti a base di frumento creso, ottenuto negli anni 60, da un incrocio di frumenti successivamente sottoposti ad irradiazione di neutroni e raggi gamma (cit. Prof. Luciano Pecchiai).

Il tuo cibo ha subito una contaminazione

Sempre più ristoranti propongono una selezione di piatti ‘senza glutine‘ sui loro menu.

Spesso, però, questo non garantisce che il cibo non sia venuto a contatto con il glutine durante la  fase di preparazione. Per coloro che sono molto sensibili, qualsiasi tipo di contaminazione incrociata continuerà a danneggiare il rivestimento intestinale.

Nella ristorazione resta il problema che l’offerta di piatti gluten free è molto limitata. Meglio optare per verdure, da sole per chi segue un’alimentazione vegan, oppure accompagnate da uova, pesce o carne. Al bando alimenti che imitano quelli con il glutine.

Cosa fare e come migliorare il benessere dell’intestino

Assumi dei probiotici

I probiotici possono contribuire ad affrontare l’infiammazione e bilanciare i buoni e cattivi batteri intestinali. I batteri buoni presenti in probiotici permetteranno il vostro corpo a ricostruire il proprio rivestimento intestinale e guarire l’intestino permeabile. Fatevi consigliare integratori di alta qualità con un minimo di 10 miliardi di fermenti vivi per capsula.

Segui una dieta anti-infiammatoria, non solo “senza glutine”

Una dieta anti-infiammatoria aiuterà l’intestino ad attivare i meccanismi di autoguarigione. Ciò è possibile seguendo una dieta basata principalmente su frutta e verdura, proteine vegetali, pesce, e grassi buoni, come i semi di lino, i semi di canapa, la frutta secca al naturale.

Anche molte spezie sono utili per ridurre l’infiammazione, tra queste una delle più importanti è la curcuma.

Evitare latte e latticini è molto consigliato, così come evitare tutti gli alimenti raffinati ed  elaborati dall’industria, ad alto contenuto di zuccheri, dolcificanti, grassi idrogenati come la margarina, grassi animali come lo strutto, grassi vegetali di qualità scadente come olio di palma e di cocco, additivi e conservanti. In pratica la maggior parte degli alimenti che si trovano sugli scaffali dei supermercati

Ti può interessare anche l’articolo della Naturopata Manuela Palchetti: “La dieta anti-infiammatoria“

Elimina lo zucchero

Riduci il più possibile il consumo di zucchero e di alimenti che lo contengono, la maggior parte dei prodotti da forno e dei cibi pronti.

Gli effetti negativi dello zucchero sulla salute sono tantissimi, in particolare l’eccesso di zucchero è una delle cause principali di infiammazione dell’organismo. Prova una colazione salata, sostituisci gli snack dolci con semi, frutta secca, yogurt al naturale, evita il dessert a fine pasto, evita i cibi pronti e le farine raffinate.

Dimentica le bibite gassate, i tè in bottiglia, e qualunque altra bevanda ad eccezione di acqua naturale, infusi e tisane.

Al ristorante chiedi senza timore

Al bando la timidezza con il cameriere al ristorante, chiedi ed assicurati che i piatti di menu senza glutine non siano venuti a contatto con il glutine in cucina.

In questo modo contribuirai ad aumentare la sensibilità dei ristoratori sul tema del senza glutine e di conseguenza aiuterete tutte le persone che soffrono di questo problema.

Il Pane Gluten Free
Gaia Pedrolli
Pani, pizze e focacce senza glutine fatte in casa
Giunti Demetra
carrello

In consiglio più importante

Anche se evitare i cibi contenenti glutine non causa problemi a nessuno, se hai il sospetto di avere un’intolleranza al glutine rivolgiti al tuo medico di fiducia per fare tutti gli accertamenti necessari.

Potrai poi farti seguire da un nutrizionista per impostare una dieta adeguata o da un naturopata per ripartire con una educazione alimentare sana.

Da naturopata, esperto e appassionato di alimentazione sana, mi sento di consigliare a tutti di evitare cibi contenenti glutine per 3 o 4 settimane, cercando di cogliere se il corpo da segnali di miglioramento e se provi una sensazione di maggior benessere. In tal caso sarà sufficiente ridurre la frequenza dei pasti a base di pasta, pane, pizza.

Bibliografia

 

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