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Probiotici: cosa sono, a cosa servono, quando assumerli

probiotici i benefici per la salute

Probiotici: utili per una buona salute

Il termine probiotico deriva dal greco “pro-bios”, ovvero, a favore della vita. Con questo termine ci si riferisce ad un tipo di microrganismo in grado di svolgere un’azione riequilibrante della flora intestinale, creando quindi condizioni favorevoli alla buona salute.

I requisiti che deve soddisfare un probiotico

Un microrganismo per poter essere definito probiotico deve essere:

  • un normale componente dell’intestino umano in condizioni di salute,
  • sicuro per essere assunto dall’uomo senza effetti collaterali,
  • attivo e vitale alle condizioni ambientali presenti nell’intestino,
  • resistente ad un basso pH (ambiente acido), in particolare ai succhi gastrici, alla bile e ai succhi pancreatici,
  • in grado di persistere nell’intestino.

I batteri con capacità benefica nei confronti dell’organismo

  • Bifidobatteri: sono i più numerosi, colonizzano l’intestino crasso, in particolare il colon. Favoriscono il completamento del processo digestivo, trasformano gli alimenti, riducono tossine ed inquinanti.
  • Lattobacilli: sono presenti in maggior concentrazione nell’intestino tenue, producono acido lattico e acido acetico. Concorrono a produrre l’acido butirrico e l’acido propionico, utili a mantenere in salute l’intestino proteggendolo da infiammazioni, e il glutatione prezioso antiossidante naturale, protettivo nei confronti dei radicali liberi.

I probiotici in spore

Molti ceppi di fermenti lattici hanno mostrato un’azione poco soddisfacente a causa della scarsa sopravvivenza dovuta a sbalzi di temperatura e all’ambiente acido dello stomaco.

Ci sono però alcuni microrganismi che hanno sviluppato una particolare capacità di sopravvivenza per proteggersi dall’ambiente acido attraverso la produzione di spore, che li rende in grado di difendersi dalle condizioni ambientali avverse. Questi microrganismi in spore creano delle barriere di protezione fino a che non si ristabiliscono le condizioni di vita ottimali che permettono alla spora di germinare e tornare, di conseguenza, alla forma batterica attiva.

I vantaggi dell’impiego dei probiotici in spore

  • Resistenza ai succhi gastrici e sali biliari,
  • resistenza agli antibiotici, per cui possono essere assunti anche in caso di terapia antibiotica,
  • efficace adesione alla mucosa intestinale, dove si moltiplicano e contribuiscono al ripristino delle alternazioni della flora batterica e, quindi, del microbiota,
  • resistenza al calore,
  • contributo alla correzione delle alterazioni vitaminiche causate da antibiotici o altri trattamenti.

Qualora si dovesse avere la necessità di ricorrere ad un integratore probiotico la presenza delle spore può costituire un importante criterio di scelta.

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Prebiotici

I prebiotici sono elementi essenziali per l’equilibrio del microbiota: si tratta di sostanze alimentari non digeribili (principalmente fibra vegetale) che fanno da supporto alla proliferazione e all’attività dei batteri “benefici” intestinali come i bifidobatteri o i lattobacilli, che, come detto, favoriscono la buona salute del sistema immunitario. I principali prebiotici comprendono i frutto-oligosaccaridi (FOS), l’inulina e la lattoferrina.

Microbiota intestinale, eubiosi e disbiosi

All’interno dell’intestino è presente una popolazione di oltre 100 trilioni di batteri, lieviti e funghi, che può raggiungere un peso complessivo di 1,6 Kg e che viene denominata microbiota intestinale.

Tra le numerose funzioni svolte dal microbiota intestinale citiamo le più importanti:

  • digestione e assimilazione degli alimenti,
  • sintesi delle vitamine (vitamina k, acido folico, vitamine del gruppo B),
  • sintesi di alcuni ormoni,
  • regolare la motilità intestinale,
  • sviluppare e mantenere in efficienza il sistema immunitario.

L’organismo tende a mantenere uno stato di eubiosi intestinale, cioè uno stato di equilibrio fisiologico tra i microrganismi che compongono il microbiota intestinale. Tuttavia, questo equilibrio può risultare alterato a seguito di diversi fattori come lo stress, un’alimentazione disordinata (ricca di cibi raffinati, di zuccheri e povera di fibre), l’assunzione di antibiotici o di altre terapie farmacologiche che possono portare ad una situazione di disbiosi.

I segnali della disbiosi

Qui di seguito elenchiamo alcuni disturbi che possono suggerire un problema di disbiosi:

  • gonfiore addominale,
  • candidosi, cistiti o altri disturbi nella donna,
  • debolezza, spossatezza,
  • diarrea o stipsi,
  • feci maleodoranti,
  • colite,
  • alitosi e altri disturbi del cavo orale.

Quando può essere d’aiuto ricorrere ai probiotici

Premesso che è sempre bene chiedere il parere del proprio medico di fiducia, vediamo quando può essere utile ricorrere ad una integrazione alimentare con probiotici, possibilmente che comprendano anche quelli in spore per via dei vantaggi descritti sopra:

  • durante e dopo le terapie antibiotiche,
  • per riequilibrare l’organismo dopo i disordini alimentari,
  • per ripristinare la regolarità intestinale,
  • in caso di assunzione di farmaci protettori gastrici (omeprazolo, pantoprazolo, lansoprazolo),
  • nei casi di stanchezza cronica,
  • in presenza di intolleranze alimentari,
  • se ci sono sintomi che possono indicare disbiosi intestinale (alitosi, gonfiore intestinale, tensione addominale dolorosa, alterazioni del transito intestinale),
  • ai cambi stagionali,
  • durante e dopo stati influenzali, soprattutto se con complicazioni gastrointestinali.

Quando assumerli

Generalmente viene consigliata una assunzione al giorno, lontano dai pasti e alla stessa ora.

Per quanto tempo assumerli

L’assunzione di probiotici è generalmente consigliata per 3-4 settimane ma è sempre bene chiedere il parere al medico.

Cosa mangiare quando la flora batterica intestinale è alterata

Il primo passo per mantenere l’eubiosi intestinale, sostenere le nostre difese immunitarie e farci sentire meglio è un’alimentazione corretta e bilanciata.

Gli alimenti che favoriscono l’equilibrio della flora batterica intestinale sono quelli naturalmente ricchi di fibre e probiotici.

Alimenti che non dovrebbero mancare nella nostra alimentazione:

  • farine integrali biologiche e cereali (meglio se integrali) come orzo, farro, avena e grano saraceno sono ottime fonti di fibre utilizzabili dalla flora batterica come nutrimento,
  • verdure fresche e di stagione come le verdure a foglia verde, i carciofi, la cicoria, il radicchio, i finocchi, le carote, il sedano sono tra le più ricche di fibre e possono favorire l’equilibrio del microbiota,
  • yogurt, kefir e verdure fermentate sono un’ottima fonte di probiotici.

Sono invece da limitare gli alimenti raffinati, quelli processati dall’industria alimentare come i prodotti da forno, gli snack dolci e salati, i cibi pronti, le conserve, i formaggi stagionati, i salumi, gli insaccati.

Fonti e approfondimenti sui probiotici

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