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Rabarbaro: digestivo e lassativo naturale

rabarbaro, ortaggio

Il rabarbaro (Rehum) è una pianta spontanea, appartenente alla famiglia delle Poligonacee, originaria della Cina e del Tibet. Conosciuta fin dall’antichità per le sue proprietà medicinali è utilizzata oggi in erboristeria, fitoterapia ed omeopatia nella parte del rizoma e in alimentazione nella parte degli steli.
Ci sono diverse varietà di Rabarbaro: quelle maggiormente utilizzate sono il Rehum Palmatum e il Rehum officinale.

Proprietà del rabarbaro

Il rabarbaro è composto principalmente da acqua e fibre e fornisce un buon apporto di vitamina A , vitamine del gruppo B, vitamina C e sali minerali tra cui ferro, magnesio, calcio, potassio, fosforo e selenio. Contiene inoltre polifenoli tra cui flavonoidi e tannini e derivati antracenici, che gli conferiscono interessanti proprietà antiossidanti.

Digestivo

La caratteristica principale del rabarbaro è quella di favorire le attività digestive grazie alla capacità di regolare la secrezione dei succhi gastrici. Il rabarbaro è anche utile per regolare l’appetito ed è poco calorico.

Lassativo

Sempre a favore dell’apparato gastrointestinale il rabarbaro ha la proprietà di alleviare gli stati di stitichezza ed emorroidi poiché in dosi abbondanti ha proprietà lassative.

Antiossidante, antinfiammatorio

Combatte i radicali liberi proteggendo così il sistema cardiovascolare. Ha proprietà astringenti, disinfettanti e può essere utilizzato per alleviare afte e infiammazioni del cavo orale grazie alle sue proprietà antinfiammatorie.

Altre proprietà salutari

Ha anche proprietà colagoghe, che contribuiscono a migliorare il benessere del fegato.

Uno studio del 2018 pubblicato sulla rivista Food Science & Nutrition ha dimostrato che il rabarbaro contiene una grande quantità di antiossidanti che possono aiutare a prevenire le malattie cardiovascolari. Inoltre, un altro studio del 2017 pubblicato sulla rivista Phytotherapy Research ha rilevato che il rabarbaro può aiutare a ridurre il livello di zucchero nel sangue.

Come assumerlo

Si può consumare in cucina il gambo fresco, oppure si può assumere sotto forma di infuso, in tintura madre o in polvere. Come rimedio naturale si utilizza il rizoma essiccato.
Stagionalità: il rabarbaro si raccoglie da aprile a giugno dal secondo anno di coltivazione. Negli orti solitamente viene coltivato insieme alle fragole.

Rabarbaro controindicazioni

È sconsigliato l’utilizzo delle foglie poiché contengono una gran quantità di acido ossalico che ad alti dosaggi può rivelarsi tossico.

Attenzione: è controindicato in gravidanza, in fase di allattamento, e nei bambini di età inferiore ai 12 anni.

Il rabarbaro in cucina

Il rabarbaro ha un sapore amarognolo, è utile pertanto per bilanciare le ricette troppo dolci o troppo salate. Le coste si puliscono dalle foglie e si tagliano a pezzetti. Può essere unito alle insalate miste oppure si abbina bene con lei fragole. Inoltre potete utilizzarlo per preparare confetture, torte, dolci e budini a base di frutta, succhi e liquori o amari digestivi.

Dove acquistarlo

Rabarbaro
Ricco di calcio, ferro, fosforo, magnesio, manganese, potassio e selenio.
Forlive

Approfondimenti e fonti scientifiche

Articolo pubblicato la prima volta a Febbraio 2017.

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