L’odontofobia, ovvero la paura del dentista, è un fenomeno diffuso che in alcuni casi supera la normale ansia pre-visita e si spinge fino a impedire le cure necessarie, mettendo a rischio la salute orale di chi la prova.
I segnali dell’odontofobia
Per l’odontoiatra è cruciale saperne individuare i segnali sin dal primo contatto in studio e instaurare fiducia, perché alleviare dolore e ansia è una sfida quotidiana che consente al paziente di accettare le terapie e di non rinunciare alla prevenzione.
La fobia può scatenarsi già alla sola idea di recarsi presso uno studio dentistico ed è alimentata da diversi fattori quali rumori tipici dello studio, timore di strumenti come gli aghi o esperienze precedenti poco piacevoli. Alcune condizioni, come disturbi d’ansia generalizzati, depressione, disturbo da stress post-traumatico, disturbo bipolare o schizofrenia, possono poi incrementare la paura del dentista.
Gli studi sull’odontofobia
Gli studi epidemiologici stimano che circa il 10% della popolazione presenti un’odontofobia vera e propria; la paura tende a diminuire con l’età ed è rara oltre i 60 anni. Nei bambini, l’atteggiamento dei genitori è determinante: racconti negativi o ansiosi possono “trasferire” paura, mentre un approccio positivo facilita l’avvicinamento sereno alle cure. Anche il dolore reale o atteso gioca un ruolo cruciale in chi soffre di odontofobia: ansia e aspettativa di provare dolore possono innescare un loop che aggrava la paura. Tra le prestazioni più temute risultano le estrazioni e la somministrazione dell’anestesia, seguite da devitalizzazioni, otturazioni e ablazione del tartaro.
Come affrontare l’odontofobia
Come aiutare i pazienti che soffrono di odontofobia? Innanzitutto, è utile che il dentista riconosca sin da subito l’odontofobia (ad esempio con la scala DAS). Fondamentale è anche creare un clima disteso e coinvolgere attivamente tanto gli adulti quanto i bambini nelle buone abitudini di igiene orale, invitandoli a rivolgersi subito al dentista quando insorgono piccoli problemi.
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