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Riposo pomeridiano: perché fa davvero bene

Il riposo pomeridiano fa davvero bene: donna che riposa

Prendere una pausa durante le frenetiche giornate che ci costringono a dividerci fra impegni di lavoro e familiari, ritagliarsi un momento di pausa fa bene; questo vale sia per chi ha bisogno di recuperare dopo notti travagliate per problemi patologici, come interruzioni del ritmo circadiano o per coloro che soffrono di fibromialgia. E’ proprio una sana abitudine di vita quotidiana.

I vantaggi di fare un pisolino

Per circa un terzo della popolazione lasciarsi andare ad un riposo pomeridiano è un bisogno veramente molto sentito. Si tratta di quel momento durante il quale staccare completamente la spina da tutto e da tutti, per allentare le tensioni e riacquistare lucidità mentale.

L’età è un fattore molto influente, in quanto si verificano cambiamenti nella struttura e nella qualità del nostro sonno. Dopo i 60 anni circa, abbiamo un sonno meno profondo (onde lente) e cicli di sonno più rapidi, ci svegliamo più spesso e dormiamo in media due ore in meno di notte rispetto ai giovani adulti.

Una volta si pensava che le persone anziane non avessero bisogno di dormire tanto quanto i giovani, ma ora gli esperti concordano che non è così.

Indipendentemente dall’età, in genere abbiamo bisogno di sette e mezzo-otto ore di sonno per sentirci al meglio. La scienza ha dimostrato che un riposo pomeridiano dai 30 ai 90 minuti è l’ideale per il recupero delle funzioni cognitive, senza generare la sonnolenza di riposini più lunghi.

Come giungere al riposo perfetto

Per aiutare l’uomo a gestire e ottimizzare la qualità del sonno sono già varie le soluzioni tecnologiche disponibili, che qui illustra Caterina Bissi, portavoce di CERCOTECH: “Oggi possiamo contare su app per smartphone e smartwatch capaci di monitorare il sonno, i nostri orari abituali e il tipo di attività che svolgiamo per permettere ad algoritmi di intelligenza artificiale di attivare promemoria per ricordare all’utente quando andare a dormire, tenendo traccia degli orari e delle relative variazioni nel tempo”.

Anche all’interno degli spazi abitativi sono decisamente influenti fattori come  l’illuminazione, l’insonorizzazione e la confortevole del proprio giaciglio. Infatti, è possibile adottare luci ambientali che variano nell’intensità e nel tono di colore a seconda delle fasce orarie. La camera da letto ben posizionata nella porzione di casa silenziosa per evitare interferenze del sonno, giacendo su letti che si adattano alle forme del corpo.

Non tralasciare nemmeno l’alimentazione, evitando cibi pesanti che complicano la digestione turbando il sonno, oltre ad evitare nelle ore prima le bevande contenenti sostanze stimolanti come il caffè, il tè presenti anche in svariate bibite industriali.

Una curiosità sulla siesta

In molte culture è diffusa l’abitudine di lasciarsi andare al riposo pomeridiano, che comunemente riferiamo al termine spagnolo “siesta”: ma perché proprio lo spagnolo?

In realtà il termine deriva dal latino parlato durante la dominazione dell’impero romano. Deriva dalla “sesta ora” del giorno, che a quei tempi coincideva con il mezzogiorno; momento in cui il popolo, sappiamo, che si concedeva lauti pasti che includevano grassi e alcolici.

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