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Sedentarietà: se state seduti a lungo l’attività fisica non basta

sedentarietà, essere sedentari anche se fate attività fisica, donna seduta sul divano

L’essere sedentari e la sedentarietà

Sedentarietà: se la conosci la eviti.

Detta così sembrerebbe un’affermazione alquanto bizzarra e continuando sullo stesso tema vi chiedo:

Siete sicuri che la sedentarietà si possa combattere solo con un incremento dell’attività fisica ?

Cosa intendiamo per sedentarietà

Ovviamente tutto nasce da cosa intendiamo per sedentarietà“.

Nello scorso articolo* ve ne ho parlato dicendo, testualmente,  che la sedentarietà è la diretta conseguenza della riduzione, ed a volte della quasi completa eliminazione, dell’attività fisica.

*Leggi l’articolo Perché muoverci ? Le cose da sapere per gestire sovrappeso e obesità

Bene,diciamo che non è l’unica verità.

Di certo è ciò che la maggior parte di noi conosce. Per molti filoni di ricerca sedentarietà non vuol solamente indicare uno scarso livello di attività fisica ma anche, partendo dall’etimologia stessa della parola, un eccesso di ore accumulate nella posizione seduta.
Dunque, stando a questa ulteriore visione del problema, i rischi per la salute associati a uno stile di vita sedentario non devono essere esclusivamente pensati vedendo tale comportamento e l’attività fisica come estremità opposte di una stessa continuità.

Cosa intendo quando parlo di stile di vita sedentario

Ecco alcuni esempi in cui tipicamente stiamo seduti a lungo:

  • mentre guardiamo la TV,
  • in ufficio davanti al pc,
  • mentre leggiamo un libro
  • in auto.

Cosa c’è di nuovo? Fare attività fisica non basta

Negli ultimi 10 anni, più di 300 studi pubblicati hanno misurato il comportamento sedentario come concetto distinto dall’attività fisica portando a capire che i due esercitano influenze indipendenti e interdipendenti sulla salute.
La sedentarietà, intesa come stare seduti per troppo tempo, ha un comprovato effetto deleterio come concausa in patologie come l’obesità̀,la sindrome dismetabolica e l’osteoporosi.
Le basi fisiopatologiche di tali risultati sembrano essere ben salde e se, quindi, il “semplice” stare seduti è un fattore di rischio, allora diventa efficace anche solo un intervento che interrompa questa posizione.

In questo caso,anche senza preoccuparsi della “quantità” di attività da somministrare.

La soluzione è semplice: non stare seduti a lungo

In altri termini, se la sedentarietà è vista, oltre che come mancanza di sufficiente dose di attività fisica, anche come un autonomo fattore di rischio, allora l’obiettivo deve essere quello di interrompere la posizione seduta con frequenti pause di movimento, senza preoccuparsi che l’attività cosi indotta superi soglie minime, basta interromperla ogni volta che si può.

Queste raccomandazioni, che com’è ovvio pensare si pongono in più rispetto a quelle riguardanti l’incremento delle attività giornaliere, assumono toni molto differenti da quelli prescrittivi e “farmaceutici” finora adottati da molte linee guida che originano in ambito clinico e sportivo.

Una preoccupazione in più, per stare meglio ed in salute

Il pensare che non basti incrementare le attività fisiche giornaliere ma che dovremmo anche preoccuparci di non stare seduti troppo a lungo durante la restante parte della giornata, di certo, non è un’idea allettante.
Il nostro obiettivo, però, è quello di migliorare il rapporto con la salute e fare in modo che tutti i fattori di rischio per la stessa vengano ridotti, e se per farlo dobbiamo passare un po’ più di tempo in piedi, beh, che ben venga.

Da Domani mi Muovo - Vol. 1
Roberto Travan, Annalisa Dorbolò
La Storia
Travan Roberto

Consiglio della redazione

Siete consapevoli del vostro livello di sedentarietà? Fate il calcolo di quante ore passate seduti: in auto, alla scrivania, sul divano, a tavola durante i pasti.

Provate ad interrompere la vostra permanenza su sedie, mezzi di trasporto, poltroni e divani semplicemente alzandovi di tanto in tanto per fare qualche semplice movimento.

Portate l’attenzione all’interruzione del vostro “stare fermi a lungo” e mettetevi in ascolto del vostro corpo. Come vi sentite ?

Articolo di Angelo Bramato, postural trainer.

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