I semi di lino, coltivati già nell’antica Babilonia, possono essere utilizzati sia nell’alimentazione che nella cosmetica e sono un vero concentrato di virtù. In particolare contengono un’alta percentuale di grassi acidi omega-3, anzi, possiamo sicuramente dire che sono la fonte vegetale più ricca e concentrata in assoluto di tali grassi.
Sono, inoltre, ricchi di antiossidanti, di vitamine del gruppo B, di fibra alimentare, di un gruppo di fito-estrogeni chiamati lignani, di proteine e potassio.
Le proprietà benefiche dei semi di lino
Tutti questi micronutrienti concorrono insieme a rendere i semi di lino benefici per il cuore, per il sistema immunitario, per il colesterolo e la pressione sanguigna.
Riduzione del colesterolo cattivo
Un giornale americano di nutrizione, a supporto di quanto detto, ha pubblicato i risultati di una ricerca in cui è stato scoperto che i semi di lino, riducono effettivamente il colesterolo “cattivo” in particolare nelle donne in post-menopausa.
Contrastano alcuni tipo di tumori
Un altro studio, pubblicato sul Journal of Clinical Oncology ha rilevato che i semi di lino aiutano a rallentare la crescita del tumore alla prostata e alla mammella.
In generale sembra comunque che questi piccoli semi possano contribuire a ridurre il rischio cancerogeno negli animali e negli umani.
Antinfiammatori
Sono inoltre degli ottimi antinfiammatori in quanto aiutano ad abbassare la Proteina C reattiva ematica che è un marker di infiammazione.
Apparato osteoarticolare, diabete e menopausa
Anche il benessere delle ossa trova beneficio dal consumo di questi semini, in quanto il turn-over e la perdita ossea vengono ridotte. Non ultimi per importanza, anche diabete e vampate di calore in menopausa, possono trarre beneficio dall’assunzione dei semi.
Regolarità intestinale, ma attenzione
L’apporto di semi di lino, attraverso l’alimentazione, aiuta a rendere regolare la funzione intestinale per via dell’alta percentuale di fibre che gli stessi apportano. Tuttavia, le persone che soffrono della sindrome dell’intestino irritabile, dovrebbero sentire il parere del proprio medico prima di assumerli, onde evitare, proprio per via della fibra e delle mucillaggini, di esasperare il disturbo.
Avvertenze
Oltre a chi soffre di sindrome del colon irritabile, anche le persone che soffrono di epilessia dovrebbero evitare di integrare la loro alimentazione con i semi di lino, apportatori di grassi Omega-3, in quanto potrebbero indurre convulsioni.
Quanti semi di lino introdurre con la dieta?
Per trarre giovamento dall’assunzione dei semi di lino, l’apporto giornaliero di uno/due cucchiai di semi macinati sarebbe ottimale. Perché semi macinati? Perché se introdotto intero, il seme faticherebbe ad essere digerito e passerebbe pressoché integro nel canale digestivo e intestinale. In questo caso l’organismo non potrebbe assorbire tutti i benefici componenti del seme.
Come assumerli i semi di lino
I semi di lino macinati possono, quindi, essere aggiunti ai nostri alimenti come ad esempio frullati, zuppe, yogurt, insalate, verdure varie e tutte le pietanze in genere.
Mescolati all’impasto per fare il pane, muffin o similari, il loro retrogusto di nocciola renderà il nostro prodotto da forno molto gustoso, sia nel sapore che nella consistenza.
Lassativi naturali
I semi di lino lasciati una notte in ammollo in acqua, si gonfiano e rilasciano mucillaggini. Al mattino l’assunzione di quest’acqua, chiaramente filtrata, sostituirà l’uso dei lassativi e avrà un benefico effetto lenitivo ed emolliente.


