Ci sono i semi di papavero nella vostra dispensa? Vi spiego perché, come altri semi, li consiglio.
In uno stile di alimentare sano e ricco di nutrienti non possono mancare i semi oleosi. Fanno parte di questa categoria i semi di papavero, che pochi acquistano appositamente, ma che è facile trovare su panini e brioche.
In genere, si tratta di semi ricavati da due specie di papavero: Papaver setigerum e Papaver nigrum.
I primi sono bianchi e gli altri neri, ma le loro proprietà sono analoghe. L’odore intenso e aromatico dei semi è dovuto all’elevato contenuto di oli essenziali. Questa caratteristica li rende utili e gradevoli per la preparazione di diversi piatti.
Indice
Proprietà dei semi di papavero
I semi di papavero presentano un alto contenuto di lipidi e carboidrati complessi. Hanno un contenuto calorico importante, oltre 500 Kcal per 100 grammi, tuttavia questo non è un problema perché in genere se ne usano solo pochi grammi. Inoltre è importante sapere che oltre il 50% dei lipidi è composto da acidi grassi essenziali (omega 3 e omega-6).
Le proteine contenute nei semi, circa il 14%, hanno una scarsa presenza di amminoacidi essenziali. Tale caratteristica che quindi ne limita il valore nutrizionale.
Tra le vitamine segnaliamo le vitamine del gruppo B: tiamina (vitamina B1), la riboflavina (vitamina B2) l’acido pantotenico (vitamina B5) e la folacina (o acido folico, B9); vitamina C e vitamina E. I più importanti sali minerali contenuti nei semi di papavero sono: calcio, ferro, magnesio, potassio, rame, selenio, manganese e fosforo.
Importante la presenza della lecitina, una molecola che contribuisce al controllo dei livelli di colesterolo presente nel sangue (approfondisci qui: cos’è e a cosa serve lecitina).
Semi di papavero: benefici
Aiutano a contrastare l’invecchiamento cellulare, rinforzano le ossa, proteggono il sistema nervoso e sono ottimi antistress. Possono essere utilizzati sotto forma di infuso per conciliare il sonno.
Sono controindicati nei bambini, nelle donne in gravidanza, nei soggetti che svolgono attività sportiva agonistica e che vengono sottoposti ai test antidoping poiché ancora in fase di studio la presenza di alcaloidi.
Per chi segue la dieta del gruppo sanguigno, sono sconsigliati al gruppo AB, al gruppo B e al gruppo 0.
Semi di papavero in cucina
Sono ottimi se aggiunti alla preparazione di pane, focacce, torte salate e dolci, ma possono anche essere aggiunti alle insalate, ai piatti freddi a base di riso, miglio, quinoa o spolverati sui primi piatti caldi.
Olio di semi di papavero
Dalla spremitura a freddo di questi semi si ottiene l’olio. L’olio di semi di papavero è utilizzato solo da pochi estimatori che ne apprezzano le proprietà nutrizionali, inoltre viene impiegato in alcune regioni europee per la produzione di dolci.
L’olio di semi di papavero ha un gradevole gusto di nocciola e dal punto di vista organolettico è molto più pregiato dell’olio di arachidi; ha caratteristiche chimiche simili all’olio di lino ed a quello di mandorle dolci.
All’interno di una dieta varia suggeriamo di provare ad aggiungerne un cucchiaino alle insalate, di tanto in tanto.
Curiosità
Una doverosa precisazione: le due specie di papavero di cui abbiamo parlato in questo articolo (Papaver setigerum e Papaver nigrum) non sono quelle da cui si ricavano oppio e morfina. Ed i semi non sono neanche quelli della specie di papavero più comune in Italia, quella che cresce spontaneamente nei campi di frumento:il Papaver rhoeas.
Altra curiosità storica sui questi piccoli semi: essi sono stati utilizzati fin dall’antichità; i Romani li utilizzavano come condimento uniti al miele. Inoltre, attribuivano ai semi di papavero proprietà afrodisiache e per questo motivo li aggiungevano al cocetum, una bevanda offerta agli sposi novelli prima della luna di miele.
Nota della redazione
Le proprietà descritte, salvo dove precisamente indicato, sono presunte e senza evidenze scientifiche.

