Vieni primavera, imprudente e audace amante della terra, dai voce al cuore della foresta!
Vieni in raffiche irrequiete dove i fiori sbocciano improvvisi, fai spuntare nuove foglie!
Scoppia, come una rivolta di luce…
Irrompi nella città rumorosa, libera parole ed energie soffocate, dai forza alla nostra svogliata battaglia e conquista la morte!
Tagore (1861-1941) fu poeta, scrittore e filosofo indiano. Fu un grande viaggiatore. Molto vicino all’Occidente, Tagore si propose di conciliare e integrare Oriente ed Occidente. Nobel per la Letteratura nel 1913.
A partire dalla contemplazione della natura Tagore vede in ogni sua manifestazione la permanenza immutabile di Dio. Da qui l’identità tra l’assoluto e il particolare, tra l’essenza di ogni uomo e quella dell’universo.
L’invito a cercare il significato dell’esistenza nella riconciliazione con l’universale percorre tutta la filosofia indiana.
In questo contesto Tagore è stato uno dei maggiori maestri nel XX secolo.
