Il Tamarindo (Tamarindus indica L.), conosciuto anche come“dattero dell’India”, è un frutto antico e prezioso che da secoli viene utilizzato nelle tradizioni culinarie e fitoterapiche di molti Paesi tropicali. Appartenente alla famiglia delle Cesalpiniacee, è apprezzato non solo per il suo caratteristico sapore agrodolce, ma anche per le sue interessanti proprietà nutrizionali e benefiche.
La pianta del tamarindo è un maestoso albero sempreverde, longevo e rigoglioso, che può raggiungere dimensioni considerevoli. Produce eleganti fiori giallo-verdastri e caratteristici frutti a baccello di colore nocciola. All’interno dei frutti si trova una polpa bruna, densa e leggermente gommosa, ricca di sostanze nutritive, che racchiude alcuni semi duri e lucidi.
È proprio questa polpa a rappresentare la parte più utilizzata del frutto. Il tamarindo può infatti essere consumato fresco, essiccato o trasformato in numerose preparazioni tradizionali. Viene impiegato per realizzare bevande rinfrescanti, sciroppi, conserve, salse e dolci, ma trova spazio anche come ingrediente aromatico in diverse ricette della cucina asiatica, africana e sudamericana.
Oltre al suo utilizzo alimentare, il tamarindo è particolarmente apprezzato per le sue proprietà digestive, depurative e remineralizzanti, che lo rendono un alleato naturale del benessere dell’organismo. Non sorprende quindi che sia considerato, da molte culture, non solo un alimento, ma un vero e proprio dono della natura.
Le proprietà del Tamarindo
Il tamarindo è un frutto nutriente: composto prevalentemente da acqua, zuccheri e una discreta quantità di fibre. È ricco di sali minerali tra cui potassio in gran quantità selenio, fosforo, calcio e magnesio e vitamine tra cui vitamina A, gruppo B, C e K. Contiene inoltre acido tartarico conosciuto per le sue importanti proprietà antiossidanti, mucillagini, tannini, pectine, aminoacidi e oli essenziali tra cui limonene e geraniolo.
Il frutto ha proprietà digestive, lassative e riequilibranti dell’apparato gastro intestinale, favorendo anche il buon funzionamento del fegato. È un buon antinfiammatorio da utilizzare sia in caso di artrite, sia in caso di stati influenzali. È antibatterico e contiene la tamarindina utile per combattere funghi, virus e batteri, tra cui anche la fastidiosa Candida albicans. Rinforza il sistema immunitario ed ha proprietà antiossidanti.

La medicina ayurvedica lo usa sotto forma di tisana per combattere il mal di denti e per i disturbi digestivi.
Usi del Tamarindo
In cucina
Il tamarindo è conosciuto, soprattutto in Italia, come sciroppo: una bevanda molto zuccherata e quindi poco sana. Vi suggeriamo invece l’acqua di tamarindo che si ottiene grattugiando la polpa in acqua calda e lasciandola riposare per almeno 8 ore, una volta filtrata potete berla assimilandone le preziose proprietà e se volete potete aggiungere, in fase di preparazione, anche dello zenzero. La bevanda si conserva in frigorifero per qualche giorno ed è molto dissetante e re mineralizzante.
Il tamarindo è usato anche come spezia: può essere aggiunto alla ricetta del Curry, è nella famosa salsa Worcester e nelle zuppe indiane e, nei negozi specializzati si può trovare anche candito.

In cosmesi
In cosmesi è molto utilizzato sia nelle creme o maschere per la pelle che nei trucchi poiché da recenti studi ha proprietà simili a quelle dell’acido ialuronico: ricostituente, antirughe e idratante.

